di Gordon Brasco

Jean-Pierre Jeunet lo conosciamo bene: è un regista capace di grandi cose, uno convinto che sia nella stravaganza dell’inusuale la chiave di un film divertente e che abbia anche qualcosa da dire. È così «Delicatessen» (del 1991), ma anche «Il favoloso mondo di Amélie» (del 2001) e «L’esplosivo piano di Bazil» (del 2009)…tutte storie che raccontano la vita delle persone viste da una prospettiva inusuale, capace di rendere verosimile anche la sfumatura più incredibile. La vicenda del giovane T.S. Spivet è decisamente divertente, ma è solo quando inizia il suo viaggio in solitaria che il film prende davvero quota, regalando al pubblico tutta una serie di avvenimenti particolari e incontri con personaggi eccentrici, fino a un epilogo che sa di happy end alla vecchia maniera, del tipo «e vissero tutti felici e contenti». Tutto bene quindi? Non proprio, la prima cosa che ci fa storcere il naso è il girato in 3D che sebbene aiuti a entrare nella storia in modo più completo rende la visione complessiva un po’ stancante. La seconda cosa che nel film davvero non decolla è il protagonista: Kyle Catlett non fa nulla di sbagliato durante la sua recitazione eppure non riesce mai a conquistarci completamente.

Divertente Sarà probabilmente per una mancanza di carisma ma non è un fattore di poco conto se pensiamo che tutta la storia ruota intorno a lui e che questo suo deficit di charme può fare la differenza tra un film «carino» e uno «imperdibile». Per il resto c’è solo da annotare una colonna sonora studiata per adattarsi perfettamente alle vicende del giovane Spivet e una fotografia accecante, fatta di colori vividi e panorami ispirati a qualche avventura onirica del regista. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: non stiamo parlando del miglior lavoro di Jeunet ma neppure del peggiore. Il regista francese ha toccato il suo massimo con la storia di Amelie Poulet ed è conscio che difficilmente ripeterà quell’exploit, però c’è sempre qualcosa di affascinante nel suo modo di raccontarci la vita, nei suoi personaggi strampalati e nelle avventure dei suoi protagonisti. «Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet» è questo: un film divertente ma un po’ ingenuo, ben recitato ma senza troppa convinzione, piacevole da guardare ma di cui potreste fare tranquillamente a meno. Perciò se state cercando un film che vi faccia passare una serata senza brutti pensieri scegliete quest’ultima fatica di Jean-Pierre Jeunet, non ne rimarrete delusi.

Un film di Jean-Pierre Jeunet. Con Helena Bonham Carter, Judy Davis, Callum Keith Rennie, Kyle Catlett, Niamh Wilson. Avventura, Ratings: Kids+13, durata 105 min. Francia 2013. Microcinema.

Trama: T.S. Spivet vive nel Montana in un ranch isolato da tutto insieme alla sua famiglia. E’ un ragazzino davvero curioso, grande appassionato di cartografia e di scienza in generale. Quando lo Smithsonian Instite di Washington lo chiama per comunicare che ha vinto un importante riconoscimento per l’invenzione della macchina a moto perpetuo, T.S. lascia un biglietto alla sua famiglia e salta su un treno per andare alla premiazione e a fare il suo discorso di ringraziamento. Nessuno sa però che l’inventore è in realtà è un bambino di dieci anni.

Perugia
Comunale Sant’Angelo: 18.30

Foligno
Multisala Clarici: 20.30 / 22.30

Terni
Cityplex Lucioli: 17.45 / 20.35 / 22.30

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