di Gordon Brasco

C’è molto della poetica shakespeariana in questa biografia firmata Danny Boyle: la crudeltà del potere, il rimorso condito da vendetta, l’amore assoluto e la necessità dell’eroe di essere tale anche dopo morto così da diventare mito senza macchia e senza ombre. Il fondatore di Apple però di ombre ne aveva molte e Boyle non ne risparmia nessuna, anche se è chiaro che la narrazione travalica quella della pura biografia. Dopotutto parliamo di un uomo che è stato l’inventore in ambito tecnologico dello stile come strumento narrativo, anzi, come oggetto di culto; in pratica Jobs è stato l’unico creatore di computer che non solo studiava il prodotto per renderlo capace di cambiare la vita a chi lo utilizzava ma che potesse essere al contempo anche uno status symbol, un oggetto di design, qualcosa che non servisse solo per lavorare ma anche da sfoggiare con orgoglio. Accanto all’imprenditore di successo (e alle sue terribili manie) c’è però l’uomo e Boyle cerca in ogni modo di non separare Jobs in due entità distinte come normalmente è stato sempre dipinto, anzi, l’interpretazione di Fassbender è tutta rivolta a cercare di mostrare quanto Jobs fosse umano in realtà anche quando gelidamente demoliva un collaboratore o il lavoro della concorrenza…certi sguardi, i risvolti maniacali, il modo di nascondersi agli altri: sono tutti piccoli segni di fragilità che ci rendono più umani e che spiegano meglio certi atteggiamenti che singolarmente presi non rendono la complessità della persona.

Glaciale Jobs quindi viene fuori come una persona incapace di esprimere il proprio amore per paura di essere rifiutato, circondato da uomini fedeli ma anche congiurati, varie vittime delle sue intemperanze e orde di fan adoranti, in pratica un soggetto perfetto (come dicevamo all’inizio) per il grande poeta nato a Stratford-upon-Avon. Fassbender è molto bravo e la sua recitazione rende perfettamente la glacialità del personaggio, una menzione particolare però va a Kate Winslet superlativa come sempre. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: Boyle non è al meglio e si vede, se pensate agli albori di «Trainspotting» allora non c’è paragone, ma il film è molto interessante perché pur non ricalcando appieno la biografia del fondatore di Apple il quadro che ne esce è davvero avvincente. Jobs è un uomo che lotta per arrivare al successo, cade e si rialza ma non è certo un eroe senza macchia e la sua incapacità di amare come una persona normale (o meglio senza paure) lo rende così umano e fragile da perdere ogni aurea mitologica affibbiatagli dai milioni di fan nel mondo. Recitazione ottima e fotografia perfetta: se questa settimana state cercando un bel film da vedere al cinema questo «Steve Jobs» è il primo della lista.

Un film di Danny Boyle. Con Michael Fassbender, Kate Winslet, Seth Rogen, Jeff Daniels, Michael Stuhlbarg. Biografico, Ratings: Kids+13, durata 122 min. USA 2015. Universal Pictures.

Trama: Un ritratto intimo di Steve Jobs attraverso la narrazione dei momenti appena precedenti il lancio di tre prodotti da lui ideati (Macintosh, NeXT, iMac). Diretto da Danny Boyle e sceneggiato da Aaron Sorkin, il film è interpretato, tra gli altri, da Michael Fassbender, Kate Winslet, Seth Rogern e Jeff Daniels.

Perugia
Gherlinda: 16.30 / 19.20 / 22.10
Uci Cinemas Perugia: 17.00 / 19.45 / 22.30

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30

Terni
The Space: 17.10 / 20.00 / 22.45

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