di Gordon Brasco

Saremo onesti, il film originale per noi era ed è inarrivabile… sarà che è firmato Brian De Palma, sarà che Sissy Spacek era perfetta per quella parte e sarà pure un fattore anagrafico che ci fa apprezzare di più le cose «vecchie» piuttosto che quelle moderne come farebbe un anziano pensionato che si ferma a guardare un cantiere per strada. Ammesso il nostro preconcetto iniziale non abbiamo problemi nel riconoscere nel film della Peirce (Boys Don’t Cry del 1999, Stop-Loss del 2008) molte cose buone che lo renderanno sicuramente appetibile a un pubblico giovane: c’è l’attualizzazione della crudeltà degli adolescenti che dal film di De Palma si rinnova nei modi ma non nella sostanza, un odio viscerale e insensato che molti di noi hanno visto in prima persona durante la giovinezza rivolgersi a scuola contro il diverso di turno, lo sfigato o semplicemente contro il non-omologato. Carrie è da sempre il libro di Stephen King amato da chi è stato vittima del bullismo e ha sognato per anni di potersi vendicare in modo brutale e definitivo grazie a poteri sovrannaturali terribili e irrefrenabili, come se la vendetta potesse riscattare un’esistenza passata sotto la vessazione del bruto di turno. La storia scorre in modo fluido, ordinato, senza particolari scossoni quasi come se non si trattasse di un horror e forse è questa la chiave per apprezzare il film e l’impronta della regista statunitense (al suo primo horror), ovvero quello di vivere con interesse una storia di bullismo dal finale inatteso.

Qualcosa non funziona La cosa che però davvero facciamo fatica a digerire è la scelta della protagonista: Chloë Grace Moretz è brava e ha esperienza negli horror ma è troppo carina per questa parte…Sissy Spacek, la Carrie originale, non solo aveva interpretato in modo coinvolgente la parte ma era anche credibile in quanto non proprio una bellezza hollywoodiana, una cosa non da poco visto che il film ruota sulle angherie che una ragazza diversa e bruttina si ritrova a vivere a scuola. Se però la ragazza da bruttina diventa «bellina» capite che qualcosa nel meccanismo della fiction cinematografica non funziona. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì ma a condizione che non siate dei fans sfegatati del film originale: la storia è ben costruita, scorre bene e gli effetti speciali funzionano solo che il tutto è troppo morbido per essere ricompreso nel genere horror e la protagonista Chloë Grace Moretz è troppo «gnocca» per fare la parte della sfigata. In pratica ci troviamo di fronte a un film che potrebbe riempirvi una serata senza problemi anche se non regge il confronto (almeno secondo noi) con l’originale firmato Brian De Palma.

Un film di Kimberly Peirce. Con Chloe Moretz, Judy Greer, Portia Doubleday, Alex Russell, Gabriella Wilde. Titolo originale Carrie. Horror, durata 100 min. USA 2013. Warner Bros Italia.

Trama: Carrie è una adolescente complessata, che viene vessata dai suoi compagni di scuola, ed è costretta a subire la personalità disturbata di sua madre, una fanatica religiosa che vorrebbe tenere sua figlia lontana dai ‘peccati’ dei suoi coetanei. Allo stesso tempo però, Carrie è dotata di uno straordinario e terrificante potere, che pian piano si svela, e farà di lei una macchina di morte e distruzione.

Perugia
Gherlinda: 15.50 18.05 20.20 22.35
Uci Cinemas Perugia: 17.45 20.10 22.20

Terni
The Space: 16.00 18.15 20.30 22.45

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