Il commercio è stato nel 2023 il settore con il maggior numero di società̀ in liquidazione giudiziale, seguito dai servizi, dall’industria e dall’edilizia. Infatti, l’anno scorso, le liquidazioni giudiziali, ovvero quelle in fallimento, come indicato dal Codice della crisi, sono aumentate rispetto all’anno precedente ma restano ancora di molto al di sotto dei livelli pre-Covid. I dati elaborati da Cribis, società del gruppo Crif specializzata nella business information e aggiornati a dicembre 2023, fotografano l’avvio presso i tribunali di nuove procedure di liquidazione giudiziale.
I dati In tutto le liquidazioni giudiziali avviate nel 2023 sono state 7.651, in crescita del 7,48% rispetto al 2022 ma in diminuzione del 30,7% rispetto al 2019, l’ultimo anno precedente alla pandemia. L’aumento, come spesso accade, si è concentrato nell’ultimo trimestre del 2023: nel corso del quarto trimestre 2023 lo stock di aziende in liquidazione giudiziale è stato 2.183, con una crescita del 26,1% rispetto allo stesso periodo del 2022. Con 1.911 procedure è il commercio il settore con il maggior numero di liquidazioni giudiziali, mentre per i servizi sono state 1.911, per l’Industria 1.300 e per l’edilizia 1.295.
Le regioni Dal punto di vista regionale, l’analisi mette in luce che le regioni che hanno registrato il maggior numero di liquidazioni giudiziali nel 2023 sono Lombardia (1.520), Lazio (1.045) e Campania (675). L’Umbria ne registra 138. L’aumento delle società in liquidazione giudiziale, spiegano con una nota da Cribis, è dovuto principalmente alle sfide che l’attuale contesto macroeconomico propone alle imprese. Ai problemi di liquidità derivanti dalla stretta monetaria si sono affiancate ulteriori criticità tra cui le difficoltà nella circolazione delle merci e la crisi energetica.
