di Kadhem Boulares
Molti sono i cittadini italiani che vivono in Irlanda per motivi di lavoro e di studio, come Sophia, una studentessa italiana da noi contattata. Dalle sue parole traspare la preoccupazione per il momento di difficoltà, ma anche la fiducia nelle misure di contenimento del virus attuate sia dall’Italia che dall’Irlanda: «Sono un paio di settimane che seguo le lezioni online e limito i movimenti ma ovviamente sono preoccupata, lo sono per i miei genitori in Italia e non essere là con loro è un peso in più da sopportare, ma ho scelto di rimanere qua per limitare il danno e perché il governo irlandese mi sta dando molte possibilità… Sono sicura che passerà tutto e torneremo alle nostre vite presto».
Le misure irlandesi Le misure di cui parla sono molte, ultima delle quali quella annunciata dal primo ministro Leo Varadkar che in data 27 marzo, dopo aver raggiunto la quota di 1.819 infetti e di 9 morti, ha annunciato che anche la Repubblica Irlandese avrebbe iniziato un periodo di quarantena, simile a quello italiano, che durerà almeno fino al prossimo 12 aprile. Le misure restrittive permettono gli spostamenti per lavoro, spesa e attività fisica: quest’ultima dovrà aver luogo entro 2 km dalla propria abitazione, diversamente da quanto previsto al momento in Italia. Questa misura si va ad aggiungere a quelle già in vigore: chiusura di tutte le scuole, aiuti a pagare gli stipendi fino al 70%, blocco degli affitti e servizi agli anziani e chi ne ha più bisogno. Tra i servizi agli anziani è previsto un loro regolare controllo atto ad accertare il loro stato di salute e di necessità effettiva (cibo e medicinali).
Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea

