di Gordon Brasco
L’adolescenza è stato un mare burrascoso su cui tutti si sono trovati a navigare. Qualcuno ne avrà un ricordo piacevole altri un po’ meno, ma come tutte le cose probabilmente la verità sta nel mezzo, dopotutto è la fase dove il bambino lascia che nuove sensazioni arrivino a turbare la sua quiete infantile…il mondo non cambia, semmai è il modo con cui si guarda che muta. Su questa linea si fonda tutto il lavoro di Alice Rohrwacher, regista toscana, con una predilezione per narrare storie in cui l’adolescenza è la protagonista indiscussa. Un po’ autobiografico questo Le meraviglie visto che anche il padre della Rohrwacher è un apicoltore, ma a interessarci è più la storia della protagonista Gelsomina e il suo lento prendere coscienza della propria individualità appena sbocciata che la porterà inevitabilmente a staccarsi dal “nido” paterno per iniziare un percorso nuovo. Non a caso abbiamo usato l’aggettivo «lento» perché se un problema c’è in questo film è nell’incertezza che si respira per buona parte dell’inizio…è come se la regista non avesse ben chiaro come focalizzare la storia sulla protagonista, così per una buona mezzora la narrazione si perde un po’ nel seguire tracce che non portano a nulla. Poi tutto si concentra sopra Gelsomina e il film diventa molto più interessante, segno che non solo la sceneggiatura è valida ma anche la giovane Maria Alexandra Lungu riesce benissimo a trasmettere le inquietudini e i dubbi di una bambina che diventa «grande.
La modernità Se la trama portante è l’adolescenza ce n’è anche una meno evidente ma sicuramente non meno importante: la critica alla modernità e l’elogio di una comunità agricola alternativa che si è isolata dalla società dei consumi per trincerarsi in un eden un po’ naif ma rassicurante e solido rispetto a un mondo che sembra una scatola dai colori affascinanti dove dentro però non c’è nulla. Una scelta legittima che però non salva il padre di Gelsomina dal tempo che passa e che porta, inesorabilmente, tutti noi a crescere fino a scegliere che indirizzo dare alla propria vita. Ed è proprio attraverso gli sguardi del padre di Gelsomina che leggiamo tutto lo scoramento e la rassegnazione di chi, abituato al cambio delle stagioni in natura, ora deve adattarsi ai cambi delle stagioni umane. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: il secondo film della regista Rohrwacher ha delle imperfezioni, specialmente nella prima parte dove la storia un po’ fatica a prendere con decisione una strada. Poi tutto si normalizza e le vicende di Gelsomina diventano il vero punto di riferimento del film con un evidente beneficio per la narrazione complessiva. State cercando un film italiano introspettivo e delicatamente drammatico? Fatevi sotto, questo è il titolo giusto per voi.
Un film di Alice Rohrwacher. Con Maria Alexandra Lungu, Sam Louwyck, Alba Rohrwacher, Sabine Timoteo, Agnese Graziani. Drammatico, Italia 2014. Bim.
Trama: L’estate di quattro sorelle capeggiate da Gelsomina, la primogenita, l’erede del piccolo e strano regno che suo padre ha costruito per proteggere la sua famiglia dal mondo “che sta per finire”. È un’estate straordinaria, in cui le regole che tengono insieme la famiglia si allentano: da una parte l’arrivo nella loro casa di Martin, un ragazzo tedesco in rieducazione, dall’altro l’incursione nel territorio di un concorso televisivo a premi, “il paese delle Meraviglie”, condotto dalla fata bianca Milly Catena.
Perugia
Zenith: 18.30 / 20.30 / 22.30
Orvieto
Multisala Corso: 20.00 / 22.00
