di Gordon Brasco
Non sappiamo se la sedia vi condurrà effettivamente alla felicità ma per lo meno la poltrona del cinema un’ora e mezza di buona commedia italiana ve lo assicura. Mazzacurati, che ha dedicato a questo film gli ultimi mesi della sua vita, ci conduce in un travagliato viaggio all’interno del suo Veneto che sa tanto d’attualità: non ci sono secessionisti folli o tanko fatti di marzapane ma l’aria che si respira è ben lontana da quella del boom economico degli anni ’80. In questa traversata alla ricerca dei sogni perduti infatti il regista veneto approfitta delle frustrazioni e delle aspirazioni dei protagonisti per raccontare la propria terra e tutto il declino che sta vivendo. Tutto si rompe, s’ingolfa, si rifiuta di partire in una delicata metafora tra gli inconvenienti meccanici e quelli dell’anima, perché Mazzacurati si preoccupa di farci divertire ma anche di riflettere sulla condizione in cui versa una delle regioni più produttive del paese, in sospensione tra un passato florido e un presente di crisi. Non che il resto del paese se la passi meglio ma qui tutto sembra più grigio e deprimente, un po’ come chi ha conosciuto i fasti di una vita agiata e ora si deve accontentare di tirare a campare con una pensione minima. Mangia e dorme come al solito ma ogni momento di veglia è un continuo rimpianto di un qualcosa che non c’è più.
Grande maestria La storia è decisamente surreale ma svolta con grande maestria, i vari personaggi che Mazzacurati introduce a ondate aiutano lo spettatore a entrare nella magia del racconto facendo diventare tutto possibile e credibile. Dopotutto troviamo un cast composto da tutto il meglio che cinema italiano può vantare in fatto di commedie leggere. Bravo come al solito Valerio Mastandrea (Il comandante e la cicogna, regia di Silvio Soldini del 2012; Viva la libertà, regia di Roberto Andò del 2013; La mia classe, regia di Daniele Gaglianone del 2013, tanto per citare gli ultimi tre) capace di interpretare con quello sguardo tra il serio e il sofferente tutte le assurdità che il destino gli metterà davanti per mano di Mazzacurati. Un po’ meno qualificante nella parte è Isabella Ragonese, brava ma con qualcosa in meno di Mastandrea. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi si: è una commedia divertente, ben congegnata, che fa della bravura degli attori il punto di forza per rendere scorrevole tutta la storia e le varie assurdità che vi sono raccontate. Non manca anche uno spunto di riflessione sulla condizione del nostro Paese vista attraverso il tessuto economico e sociale del Veneto, una regione abituata a trainare l’economia e che oggi invece si ritrova al palo preda di una nostalgia di fasti passati.
Un film di Carlo Mazzacurati. Con Valerio Mastandrea, Isabella Ragonese, Giuseppe Battiston, Katia Ricciarelli, Raul Cremona. Commedia, durata 90 min. Italia 2013. 01 Distribution.
Trama: Un tesoro nascosto in una sedia, un’estetista e un tatuatore che, dandogli la caccia, si innamorano, un misterioso prete che incombe su di loro come una minaccia. Dapprima rivali, poi alleati, i tre diventano protagonisti di una rocambolesca avventura che, tra equivoci e colpi di scena, li vedrà lanciati all’inseguimento dai colli alla pianura, dalla laguna veneta alle cime nevose delle Dolomiti, dove in una sperduta valle vivono un orso e due fratelli…
Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 16.00 / 18.00 / 20.35 / 22.30
