di Gordon Brasco

La scelta da fare è chiara fin dai primi dieci minuti: rogo o annegamento per i due protagonisti. Per il regista, che stimiamo, solo un paio di frustate in pubblica piazza tanto per convincerlo a lasciare stare i temi drammatici che non sono proprio nelle sue corde. Michele ascoltaci: politica e polizieschi, quello è il tuo mondo, lascia stare le sirene della commedia, dei drammi amorosi, non è una cosa brutta specializzarsi in un genere anzi di solito nel cinema è proprio così che ci si guadagna l’immortalità. Il tema è difficile, profondo e ostico da rappresentare per qualunque attore perché oltre al dramma personale che impegna il singolo c’è anche quello della coppia il che presuppone una bravura recitativa sopra la media; perciò la scelta di affidarsi ad Ambra Angiolini e Raoul Bova è già un desiderio velato di harakiri. L’ex «Non è la Rai» in generale a noi non dispiace, ma non è un’attrice da drammi intensi come questo e le sue cose migliori rimangono le parti all’interno di commedie o film leggeri …qui il suo personaggio non funziona perché innanzi tutto è lei a non sapere esattamente come rappresentare il peso della violenza subita.

La spalla peggiore Si passa dai sorrisi al pianto alla velocità di partenze da Formula uno, sguardi persi nel vuoto e pose rigide da statua di ghisa che sembrano slow motion sbagliati. Bova poi è la spalla peggiore a cui affidarsi per quanto riguarda il lato maschile della coppia: inespressivo al limite del fantascientifico, il bel Raoul non riesce ad essere mai credibile neppure quando cerca di arrabbiarsi e sì che di occasioni da scena madre ne avrebbe, ma risultano così false da suscitare ilarità più che tristezza. Inconcepibile poi la scelta del regista di ovattare tutto in una specie di dramma afono, come se le riprese fossero state fatte in un condominio di vecchi rompipalle dove se alzi un po’ la voce bussano con la scopa sul soffitto…avete mai visto due che litigano sussurrando? Bene neppure noi fino a questo film.

Impigliati Il resto del cast si perde in battute agghiaccianti e rappresentazioni distorte di una realtà che non ci appartiene, o forse appartiene solo al regista, in tal caso gli suggeriamo di cambiare al più presto amicizie e farsi un giro sul pianeta terra. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no: ci dispiace moltissimo bocciare Michele Placido ma questa volta non sappiamo davvero a che appiglio aggrapparci per giustificare una recensione positiva. Il cast fa pietà, i dialoghi sono quasi comici, il dramma vissuto dalla coppia è così mal rappresentato da non sortire alcun effetto nello spettatore che, dopo appena venti minuti di film, ha già compreso di essere finito tra le maglie di una storia che non porta da nessuna parte. «La scelta» non vi dà scelta, state a casa e come direbbe il Puffo Quattrocchi «che è meglio», o al limite ripescate l’originale scritto da Pirandello.

Un film di Michele Placido. Con Raoul Bova, Ambra Angiolini, Michele Placido, Valeria Solarino, Manrico Gammarota. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 86 min. Italia 2015. Lucky Red.

Trama: Laura e Giorgio si amano e desiderano un figlio che non arriva. Si ritrovano presto di fronte ad una scelta difficile che vede da una parte un uomo offeso nella sua morale che cerca a tutti i costi una una soluzione e dall’altra una donna che sente l’irrefrenabile desiderio di diventare madre. Quale scelta fare per essere ancora felici? Quanto è importante il legame biologico? A quali certezze si è disposti a rinunciare per amore?

Perugia
Gherlinda: 16.00 / 18.10 / 20.20 / 22.30
Uci Cinemas Perugia: 15.10 / 17.25 / 19.40 / 22.10

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30

Terni
The Space: 16.00 / 18.10 / 20.20 / 22.25

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