di Gordon Brasco
C’è qualcosa che non ci convince in quest’ultimo lavoro di Robert Redford e che ci fa uscire dalla sala con la sensazione di essere stati testimoni di un qualcosa che poteva essere e che invece non è. Redford è ossessionato dal tema della ricerca della verità, sia come attore ma soprattutto come regista: indimenticabili e suoi ruoli in I tre giorni del condor (Three Days of the Condor del 1975), Tutti gli uomini del presidente (All the President’s Men del 1976) o il più recente Leoni per Agnelli (Lions for Lambs del 2007) e potremmo andare avanti per pagine intere…ma allora cos’è che in questo La regola del Silenzio non ingrana? Innanzi tutto presentarci un 76enne come Redford ragazzo-padre francamente è spiazzante, capiamo le necessità di drammatizzare il ruolo mettendoci dentro anche una bambina ma pur concedendo il beneficio dell’artificio artistico del cinema (dove quasi tutto è possibile) si fa fatica a credere a quanto si vede. Altra cosa che davvero non giova al film è il ruolo del giornalista interpretato da Shia LaBeouf (Wall Street – Il denaro non dorme mai del 2010, Transformers 3 del 2011, Lawless, del 2012): è davvero poco credibile che un giovane redattore sia sempre davanti agli uomini dell’FBI sia per intuito che per capacità investigative…capiamo le intenzioni di Redford di criticare i metodi e la struttura della Federal Bureau of Investigation, soprattutto nel suo ruolo di copertura degli scandali nazionali, ma così si scade un po’ troppo sull’inverosimile.
Problemi fastidiosi Azzeccatissimo invece l’uso di grandi attori come Susan Sarandon, Stanley Tucci, Nick Nolte e Richard Jenkins in ruoli che sono poco più che comparsate…leggetelo come vi pare ma secondo noi è il modo di Redford di omaggiare un certo stile di cinema che oramai non c’è più, quel modo recitato-impegnato che negli anni ’70 ha fatto la storia del cinema «contro» negli Usa. Per il resto il film scivola abbastanza elegantemente fino alla fine bombardando lo spettatore con un’infinità di nozioni e spunti, tanto che alla fine vi capiterà di sentirvi un po’ ubriachi. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo La regola del silenzio? Secondo noi No e lo diciamo a malincuore: il film presenta dei problemi non gravi ma comunque fastidiosi, come per esempio l’incongruenza dell’età di Redford ragazzo-padre, l’FBI che dopo trent’anni ancora cerca un manipolo di facinorosi oramai buoni per la pensione, un giornalista che è più scaltro di Sherlock Holmes…insomma non vi basta? L’inventore del Sundance Festival è un grande regista e un attore appassionato ma questa volta l’alchimia non funziona e tutto il film si risolve in una trama interessante ma non appassionante e a una sfilata di vecchie glorie del cinema che è sempre bello vedere ma per quanto bravi e ispirati non riescono a far decollare un film nel modo sperato da Redford.
Un film di Robert Redford. Con Robert Redford, Shia LaBeouf, Julie Christie, Sam Elliott, Brendan Gleeson. Thriller, durata 117 min. USA 2012. 01 Distribution.
Trama: Jim Grant è un tranquillo avvocato e padre single che si trova costretto a fuggire quando un giovane e impetuoso reporter Ben Shepard, rivela la sua vera identità di ricercato: negli anni ’70 Grant era un pacifista radicale e sulla sua testa pende l’accusa di omicidio. In tutto il Paese si scatena una gigantesca caccia all’uomo, e Grant dovrà lottare duramente per dimostrare la propria innocenza.
Perugia
Gherlinda: 16.40 19.15 21.50
Uci Cinemas Perugia: 17.30 20.10 22.45
Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 15.40 18.00 20.20 22.45

