di Gordon Brasco
Palma d’Oro a Cannes 2011 per il miglior attore protagonista, solo questo dovrebbe bastare a farvi correre al cinema, ma non c’è solo la superba recitazione di Mads Mikkelsen da guardare, la sensazione generale è che il film di Thomas Vinterberg (Festen – Festa in famiglia del 1998, Riunione di famiglia del 2007) sia in ogni sua parte un vero capolavoro. Il regista articola un percorso drammatico, inusuale per intensità e crudezza ma assolutamente realistico, di come un uomo qualunque accusato ingiustamente di un crimine odioso (molestie a un minore) possa ritrovarsi in una spirale perversa dove la sua vita inesorabilmente va in pezzi. La comunità di persone che descrive Vinterberg potrebbe essere quella di ognuno di noi, con le stesse dinamiche, le formalità, i modi occidentali di convivenza…ecco perché colpisce ancora di più la spietatezza con cui questa gente assimila la colpevolezza di Lucas (il protagonista) che è ancora tutta da dimostrare, ed emette condanna senza aspettare indagini o un’incriminazione formale da parte della polizia.
L’uomo-folla È questo il tema centrale del film, quello che rende inquieti gli spettatori sulle poltrone, il pensiero che «potrebbe succedere anche a me» è così forte da legarci emozionalmente al povero Lucas finendo per farci soffrire insieme a lui in questa storia davvero angosciante. Dopotutto il nostro ruolo all’interno di una società è molto più legata a formalismi superficiali (il buongiorno e buonasera al coinquilino per esempio) che a rapporti più profondi (l’amico o l’amica del cuore) e i primi sono soggetti a variare con un nonnulla, figuriamoci sotto la spinta di accuse gravissime come quelle descritte nel film di Vinterberg. L’essere umano non è mai cambiato dai tempi antichi ad oggi, quando è «massa» e si trova a dover esorcizzare un pericolo inatteso che mette a rischio la tenuta e la sicurezza del proprio vivere insieme smette di ragionare come singolo e diventa «folla» ed ecco che a quel punto la caccia alla pecora nera, alla strega nel Medioevo, al presunto colpevole, al capro espiatorio diventa necessaria come l’aria per respirare.
Prova corale Oltre alla splendida prova di Mads Mikkelsen di cui abbiamo già detto sopra c’è da rimarcare un’intera prova corale del cast che coglie le indicazioni del regista per ricreare un crescendo di angoscia e rabbia così credibile da inquietare. Del tutto ininfluente l’ambientazione, volutamente anonima, così da rafforzare nello spettatore la sensazione di «potrebbe essere la mia città». Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo Il Sospetto? Secondo noi assolutamente SI: è un dramma molto intenso, interpretato in modo eccezionale, che affronta temi scomodi perché dimostra come qualsiasi comunità considerata civile possa per autodifesa virare bruscamente verso la persecuzione del singolo considerato diverso e che sia colpevole o innocente a quel punto diventa solo un dettaglio in più di una tragedia collettiva davvero inquietante.
Un film di Thomas Vinterberg. Con Mads Mikkelsen, Thomas Bo Larsen, Susse Wold, Annika Wedderkopp, Lasse Fogelstrøm. Titolo originale Jagten. Drammatico, durata 115 min. Danimarca 2012. Bim.
Trama: In una piccola cittadina danese di provincia, a pochi giorni dal Natale, il quarantenne Lucas sembra ormai prossimo a riprendere il controllo della propria vita. Dopo un drammatico divorzio l’uomo ha una nuova fidanzata, un nuovo lavoro e sta per riallacciare i rapporti con il figlio adolescente Marcus. Ma la situazione precipita a causa di una piccola bugia, la comunità cade in uno stato di prostrazione e isteria, mentre Lucas deve lottare per la sua vita e la sua dignità.
Perugia
Zenith: 20.15 22.30
Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 16.00 18.15 20.40 22.50

