«Lode a te, Renato Curi». Da 49 anni i tifosi del Perugia intonano questo canto. Tanti ne sono passati dalla tragica scomparsa di quel grande calciatore, con la maglia numero 8, che ha perso la vita accasciandosi sul prato di quello stadio che gli è stato poi intitolato.
«Il Signore ci perdonerà, se intoniamo la lode a un essere umano, ma lui comprende che in quel canto c’è tutto l’amore per Renato», ha detto don Mauro, padre spirituale del Perugia, officiando la messa in memoria di Curi e degli altri ex grifoni scomparsi.
Una cerimonia che si è tenuta all’interno degli spogliatoi dello stadio, all’ingresso del tunnel che porta al terreno di gioco, dove si rinnova a ogni partita l’amore dei tifosi biancorossi per chi onora la maglia del Grifo.
Presenti la famiglia Curi e di altri ex grifoni che non ci sono più, insieme ad alcuni di coloro che hanno condiviso quei momenti in cui il Perugia ha scritto la storia del calcio italiano. Insieme ai grifoni di oggi, accompagnati da mister Diana e dalla dirigenza, e ai ragazzi che militano nelle formazioni giovanili. E naturalmente ai tifosi biancorossi.


