di Gordon Brasco

Che succede quando si opera un adattamento di un adattamento? Non è un gioco di parole, piuttosto è la sintesi di quello che è successo con questo «Il nome del figlio», rifacimento del film francese «Cena tra amici» (di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte del 2012) a sua volta tratto da una pièce teatrale di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte (trionfo teatrale a Parigi nella stagione 2010) dal titolo «Le prénom». Insomma, stringi qui, taglia lì, cambia qua e il risultato è un lavoro che perde un po’ della verve iniziale per arroccarsi su toni da commedia sommessa, lontana dalla carica umoristica della versione francese… è vero che in comune i tre lavori hanno ben poco se non lo spunto letterario iniziale però non fare un confronto risulta impossibile e il lavoro dell’Archibugi non ne esce male. Ci sono dei flashback fastidiosi, scontri sanguinosi seguiti da inspiegabili riappacificazioni lampo, scambi di battute al vetriolo e altre buone per una soap opera brasiliana, eppure la forza narrativa del film è indiscutibilmente potente, probabilmente grazie all’intenzione della regista di portare i suoi protagonisti a confrontarsi con gli spettri che negli ultimi anni hanno infestato il nostro paese.

Alta borghesia Un’Italia divisa tra un presente difficile e un passato che appare l’Eden perduto. L’Archibugi descrive l’ambiente dell’alta borghesia romana di sinistra in modo così puntiglioso da rendere evidente come stia in realtà attingendo alle sue esperienze personali, il che rende la storia a tratti interessante e a volte un po’ troppo pedante, come se la regista fosse indecisa se fare una critica o amare quel tipo di classe sociale. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: non si tratta del lavoro migliore della regista romana ma questa commedia presenta molti punti a suo favore: battute a volte brillanti, attori che a fasi alterne recitano in modo convincente e una trama che prende come scusa il rapporto conflittuale tra alcuni amici per servirci su un piatto d’argento una critica (seppur blanda) alla società italiana di oggi e alla sua incapacità di fare i conti con il passato. Perciò se non avete impegni particolari e vi va l’idea di andare al cinema a guardare una buona commedia italiana non pensateci troppo, questo «Il nome del figlio» è il titolo giusto per voi.

Un film di Francesca Archibugi. Con Alessandro Gassman, Micaela Ramazzotti, Valeria Golino, Luigi Lo Cascio, Rocco Papaleo Commedia, durata 94 min. Italia 2015. Lucky Red.

Trama: Paolo, agente immobiliare, e Simona, scrittrice di successo, aspettano il loro primo figlio. Una sera a cena si ritrovano con le persone che più amano e che frequentano da sempre: Betta, la sorella di Paolo, che fa l’insegnante e ha due figli, il marito Sandro, professore universitario, e l’amico d’infanzia Claudio, musicista dal carattere estroverso che tenta di equilibrare le vite squilibrate di tutti quelli che gli stanno attorno. Sembra una cena come tante altre, ma la discussione che scaturisce da una semplice domanda sul nome del bambino in arrivo porterà i cinque amici nel caos distruggendo tutto quello che di buono negli anni hanno costruito.

Perugia
Gherlinda: 15.30 / 17.50 / 20.10 / 22.30
Uci Cinemas Perugia: 17.15 / 20.00 / 22.15
Zenith: 18.30 / 20.30 / 22.30

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30

Terni
The Space: 15.10 / 17.30 / 19.50 / 22.10

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