di Gordon Brasco

Delle due l’una: o Martone aveva le intenzioni di presentare una biografia oppure nell’impossibilità di fare un biopic decente ha deciso di virare su una narrazione banale di un genio non convenzionale (una specie di «Will Hunting – Genio ribelle», film del 1997 diretto da Gus Van Sant). Se dobbiamo giudicare il film in base alla prima supposizione allora non ci siamo: le biografie di personaggi come Leopardi sono lavori titanici che richiederebbero non uno ma almeno una trilogia di film (uno per ogni macro periodo della sua vita: infanzia, maturità, vecchiaia) perché strizzare l’esistenza di un genio come il poeta di Recanati in due ore determina per forza di cose un lavoro incompleto, parziale, che lascia così tante informazioni fuori dalla loro rappresentazione scenica da scontentare tutti. Se invece Martone voleva solo cogliere l’occasione di raccontare in parte la vita di Leopardi per concentrarsi di più sulle sue suggestioni, sulla sua umanità, tralasciando cioè le rigide gabbie della biografia per sdoganare uno degli autori più letti e studiati in Italia (e non solo) dalle sole aule scolastiche allora l’obiettivo è centrato a metà. Perché è vero che dare voce e profondità alle liriche più famose di Leopardi all’interno del film contribuirà sicuramente a rendere più vivido l’autore agli occhi di chi lo ha conosciuto solo tra le pagine di un libro, ma certe scelte del regista sono innesti gratuiti e personali montati ad hoc per fare fiction e coprire con l’inganno il vuoto narrativo di alcuni passaggi del film. Per esempio quell’ammiccare da parte del poeta di «A Silvia» a una sessualità ambigua da dove arriva? La sicurezza con cui il regista ci suggerisce che la genialità di Leopardi sia frutto del suo essere disadattato nel mondo che lo circonda da dove scaturisce?

Confuso La decisione di rendere Leopardi privo di qualsiasi inflessione o accento chi l’ha decisa (non penserete mica che nascere e crescere in un borgo marchigiano tra il 1700 e il 1800 non lasci delle tracce dialettali vero?), ancora il regista? A favore di Martone dobbiamo dire che effettivamente il lavoro che gli si presentava innanzi era davvero titanico: ricostruire una personalità complessa come quella di Leopardi avrebbe messo in ginocchio chiunque, figuriamoci il regista napoletano che ha fatto varie cose buone ma dai risultati non sempre esaltanti. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no: la storia ondeggia in continuazione tra l’essere una biografia confusa (si da spazio a notizie inutili come la passione di Leopardi per il gelato e si omettono passaggi della sua vita fondamentali) e una fiction che ha per protagonista uno sfigato del diciannovesimo secolo dalla sessualità confusa, che trova le ragioni del suo genio nel solo essere un disadattato, in barba ai centinaia di volumi di indagini e studi sulla vita del poeta recanatese che suggeriscono una complessità ben diversa. Elio Germano non è male ma la sua interpretazione di Leopardi a volte scade nella macchietta e certe scene fanno più sorridere che commuovere. Così tra un salto temporale e l’altro ci ritroviamo in sala a vedere una storia che non soddisfa la nostra curiosità di ex studenti di Leopardi né le aspettative di cinefili esigenti. Avete davvero voglia di un po’ di poesia? Fatevi un giro in biblioteca: lì sì che non rimarrete delusi.

Un film di Mario Martone. Con Elio Germano, Michele Riondino, Massimo Popolizio, Anna Mouglalis, Valerio Binasco. Biografico, durata 137 min. Italia 2014. 01 Distribution.

Trama: Giacomo Leopardi è un bambino prodigio che cresce sotto lo sguardo implacabile del padre, in una casa che è una biblioteca. La sua mente spazia, ma la casa è una prigione: legge di tutto, ma l’universo è fuori. In Europa il mondo cambia, scoppiano le rivoluzioni e Giacomo cerca disperatamente contatti con l’esterno. A 24 anni lascia finalmente Recanati. L’alta società Italiana gli apre le porte ma il nostro ribelle non si adatta. Una storia di genio, sofferenze, poesia, amori e avventure…

Perugia
Zenith: 19.00 / 21.45

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30

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