di Daniele Sborzacchi
Da ossessione a realtà. Perché quando ci si abitua a vincere, lo step successivo è sempre una sorta di ‘mission impossible’. Che fa sudare, imprecare, lottare. Così per la magica creatura di Gino Sirci, uno che di successi se ne intende, avendo costruito in campo professionale da una piccola bottega alle porte di Assisi, un colosso autentico nel settore dell’abbigliamento per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Passo dopo passo, con ambizione ed oculatezza. E con passione, naturalmente. Quella che ha versato, con il suo innegabile carisma, sull’amata pallavolo. Sport di nobile tradizione, che anche nel capoluogo umbro grazie soprattutto all’indimenticabile Sirio, ha regalato emozioni uniche. Dalla serie C di Bastia Umbra, agli anni tribolati per uscire dagli inferi della serie B per arrivare al tanto agognato approdo nella massima serie. Dove non sono mancati i bocconi amari, nei primi cinque anni di Superlega, accompagnati anche da una buona dose di invidia e cattiveria di chi, invece che pensare all’eccellenza tirata su anno dopo anno a suon di investimenti grazie anche al coinvolgimento del tessuto imprenditoriale della regione, continuava comunque ad inquadrare questo grande imprenditore forse un po’ eccentrico, spesso sopra le righe, poco vicino allo spirito del perugino tipico. Più chiuso e sempre, diciamoci la verità, un po’ sospettoso. Invece Gino Sirci ha portato, per fortuna, un’ondata di entusiasmo coinvolgente, che ha fatto letteralmente innamorare migliaia di sportivi. Un trascinatore nel vero senso della parola. Così dal 2018 anno magico, erano arrivati, prima della mitica notte di Lodz, ben 14 trofei. Ma mancava sempre quello a lungo inseguito, quello della consacrazione. Quello più bello. La Champions League. Che in Polonia, patria della pallavolo, ha incoronato la sua, ma sarebbe meglio dire, la Perugia degli appassionati. Il quindicesimo alloro significa quindi un’altra magica pagina dello sport perugino, umbro, italiano. E conoscendo un po’ Sirci, siamo sicuri che l’asticella, adesso, andrà ancora più in alto. Perché i vincenti, di vincere non si stancano mai.
