di Gordon Brasco

La vera domanda da porsi dopo aver visto questa roba è «Ma come cavolo riesce Dario Argento a trovare i soldi per essere prodotto?». Dracula 3D aveva già diviso la critica a Cannes: c’era chi si era trincerato in un «Ok non è il migliore Argento ma è già qualcosa», e chi invece aveva subito sparato a palle incatenate un laconico «Toglietegli la cinepresa dalle mani». Il «migliore Argento» lo abbiamo visto negli anni ’70 con film incredibili per quel tempo (L’uccello dalle piume di cristallo del 1970, Il gatto a nove code del 1971, Quattro mosche di velluto grigio del 1971, Profondo rosso del 1975) ma quel tempo è finito e con lui qualsiasi traccia di genialità di Argento. Il cinema si è evoluto, si è sperimentato tutto e il contrario di tutto specialmente nel genere horror e il regista romano non solo non è al passo con i tempi ma piuttosto potrebbe essere definito come l’ultimo giapponese a difesa di uno stile oramai sconfitto.

Attori come mosche impazzite Qualcuno potrebbe dire che Argento è tutt’altro che impermeabile alle novità visto l’uso del 3D…ecco parliamo del 3D in questo film: inutile, pacchiano, addirittura controproducente, con trovate buone per il Luna Park o parchi a tema stile Gardaland. La trama è decisamente fuori tempo massimo, come se Argento ignorasse che negli ultimo 10 anni i cinema sono stati inondati dai film sui vampiri. E sentire dialoghi scritti dai redattori delle Pagine Gialle regala al tutto un alone surreale che lascia storditi e spaesati. Ma mai spaesati come gli attori che si muovono davanti alla cinepresa come mosche impazzite, alternando sguardi dalla profondità di un mattone di ghisa a espressioni degne di un fumetto alla Diabolik. La scenografia risulta piuttosto elaborata ma riconducibile a tre linee portanti: quella della foresta, quella del paesino stile western e poi quella gotica del castello di Dracula.

Tsunami rosso sangue Come si legano insieme vi chiederete…non si legano, anche se l’ambientazione dell’alcova del vampiro è particolarmente suggestiva e sicuramente è quella a cui è stata prestata più attenzione in assoluto. Degli attori non parliamo per puro senso caritatevole, l’unico a strappare un 5 è Rutger Hauer ma più per affetto che per effettivi meriti. Se le doti artistiche degli attori scarseggiano di sicuro non potrete lamentarvi per la scarsità di sangue: un vero tsunami rosso invaderà a fasi alterne lo schermo facendovi venire voglia di andare all’Avis a iscrivervi come donatori. E come in tutti i B-movie che si rispettino non potevano mancare dei nudi assolutamente gratuiti con le tette delle protagoniste lasciate più al vento che dei girasoli in estate. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo Dracula 3D? Assolutamente NO: è un film terribile, lento, con soluzioni da Grand Guignol che pensavamo morte e sepolte, pasticciato da un 3D inutile e gestito malissimo, con un cast buono per una rappresentazione da sagra di paese dove il vino e il buon cibo fanno scordare ogni cosa.

Un film di Dario Argento. Con Thomas Kretschmann, Marta Gastini, Asia Argento, Rutger Hauer, Unax Ugalde. Horror, Italia, Francia, Spagna 2012. Bolero.

Trama: Jonathan Harker si reca in Transilvania per concludere un affare immobiliare con il conte Vlad. Qui Harker si troverà in un mondo oscuro, popolato di vampiri e demoni, e scoprirà che il conte Vlad altri non è che Dracula, un implacabile vampiro vissuto secoli prima che ha giurato vendetta contro Dio per la morte della sua amata. La ricerca dell’amore da parte di Dracula continua a Londra, dove Vlad conoscerà la moglie di Harker, Mina Murray, e la sua amica, Lucy. Mentre Lucy diventerà una vampira, che verrà uccisa dal cacciatore Van Helsing, Mina verrà circuita da Dracula, che in lei ritrova la sua amata Elizabeth. Lo scontro tra bene e male, tra luce e tenebre ha inizio.

Perugia
Gherlinda: 17.35 19.55 22.15
Uci Cinemas Perugia: 20.10 22.30

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 20.00 22.30

Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 20.30 22.30

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