di Gordon Brasco

Mettiamola così: è un film che vi metterà a dura prova. Un po’ per i 172 minuti di programmazione che non sono pochi ma rispettano la tendenza attuale di Hollywood a confezionare pellicole dalla extra-durata (neppure si trattasse di batterie alcaline) e un po’ per la quantità incredibile di storie spezzettate, parallele, sovrapposte che si intrecciano nella trama dall’inizio alla fine. Cloud Atlas però è un racconto visivamente straordinario, con ambizioni al capolavoro che però rimangono tali per colpa di un impianto narrativo un po’ troppo sensazionalistico…come se i registi avessero come primario obiettivo quello di stupire lo spettatore piuttosto che di raccontare una storia. Di stupore, seduti nella vostra poltrona al cinema a vedere questa pellicola, ne proverete a pacchi…il problema è che un essere umano normale è piacevolmente stuzzicato da questa sensazione la prima ora del film, nella seconda tutti questi capovolgimenti incominceranno ad essere un po’ pesanti, verso la terza ora di programmazione avrete quasi voglia di scappare urlando dalla sala al grido «Sono sopravvissuto a Cloud Atlas» (come ha argutamente scritto Tony Medley).

Narrazione appesantita Altro fattore che appesantisce la narrazione è la presenza di dialoghi-sermone un po’ troppo lunghi e ripetitivi: capiamo la necessità di legare le storie in modo da renderle parti di un insieme omogeneo ma alcune «prediche» si potevano evitare o al limite renderle meno pesanti, dopotutto per sopravvivere a 172 minuti di proiezione un po’ di leggerezza nei dialoghi dovrebbe essere garantita dall’Onu. Rimane il grandioso tentativo di raccontare l’umanità intera attraverso un film ed è questo quello che fa di Cloud Atlas un esercizio visivo e visionario da cineteca, un tormentato viaggio nell’animo umano che se pur mostrato in differenti ere e situazioni rimane sempre uguale (mentre il mondo tutt’attorno cambia), sempre alle prese con lo strenuo tentativo di capire e realizzare le proprie aspirazioni.

Interpreti bravissimi Bravissimi gli interpreti delle varie storie e in generale l’intero cast: da un rigenerato Tom Hanks ad Halle Berry, dalla coreana Doona Bae a Jim Sturgess…insomma tutti si impegnano a rendere il loro contributo essenziale alla storia ma senza prevaricarla, in modo da rimanere come tessere di un puzzle, uniche nella loro singolarità ma perfettamente integrate in un disegno più ampio. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: è un film lungo, a volte lento e pesante ma nasconde attraverso un’esperienza visiva unica l’intera storia-vita dell’uomo come pochi si sono mai azzardati a fare nel cinema. Vi consigliamo però di andare in sala muniti di scorte alimentari e acqua, in qualche momento del film sgranocchiare qualcosa vi aiuterà a passare la noia e la fame.

Un film di Tom Tykwer, Andy Wachowski, Lana Wachowski. Con Tom Hanks, Halle Berry, Jim Broadbent, Hugo Weaving, Jim Sturgess. Fantascienza, durata 172 min. USA, Germania, Singapore, Hong Kong 2012. Eagle Pictures.

Trama: Sei diverse storie, collegate tra loro, che partono dal remoto Sud del Pacifico del diciannovesimo secolo fino a un futuro post-apocalittico.

Perugia
Gherlinda: 16:30 20:00 21:30
Uci Cinemas Perugia: 17:30 21:15 22:10

Foligno
Multisala Clarici: Feriali: 17.30 21.30 Pre/Festivi: 17.00 22.00

Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 15.30 18.30 21.30 22.30
The Space: 15:10 18:30 20:00 21:50

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