©️Fabrizio Troccoli

I disagi che si stanno registrando in queste ore sulla rete ferroviaria stanno determinando rincari significativi e sospetti anche sui biglietti degli aerei per i voli nazionali.

Negli ultimi giorni la circolazione dell’alta velocità tra Roma e il Nord Italia è stata condizionata dai lavori infrastrutturali in corso sul nodo di Firenze, dove è previsto il rifacimento del Ponte al Pino, un’infrastruttura ferroviaria risalente alla fine dell’Ottocento. Gli interventi, programmati nell’ambito del potenziamento della rete, hanno comportato modifiche alla circolazione, cancellazioni e deviazioni dei treni, con conseguenti allungamenti dei tempi di viaggio sulle direttrici verso Bologna e Milano.

Le maggiori ripercussioni hanno riguardato i collegamenti tra Roma e le principali città del Centro-Nord. Alcuni viaggi che normalmente richiedono poche ore hanno subito significativi aumenti dei tempi di percorrenza, spingendo una parte dei passeggeri a cercare alternative al treno. In questo contesto è aumentata la domanda di voli sulle tratte interne più utilizzate, in particolare quelle tra Roma e Milano, Torino e Genova.

Proprio su queste rotte sono stati segnalati aumenti consistenti dei prezzi dei biglietti acquistati a ridosso della partenza. In alcuni casi le tariffe hanno raggiunto livelli molto superiori rispetto alla media abituale, portando il ministero delle Imprese e del made in Italy ad attivare il garante per la sorveglianza dei prezzi e ad avviare una verifica per valutare eventuali anomalie nei meccanismi di formazione delle tariffe.

Al centro dell’attenzione ci sono i sistemi di dynamic pricing utilizzati dalle compagnie aeree, cioè algoritmi che aggiornano automaticamente i prezzi in base alla disponibilità dei posti, al periodo e alla domanda. In condizioni normali questi strumenti consentono alle compagnie di modulare le tariffe; in presenza di improvvisi aumenti della richiesta, come quelli determinati dai problemi ferroviari, possono però produrre incrementi molto rilevanti quando le fasce di prezzo più basse risultano esaurite.

Il fenomeno riguarda soprattutto le grandi direttrici nazionali, mentre al momento non emergono elementi che indichino un analogo aumento anomalo dei prezzi dei voli in partenza dall’aeroporto internazionale dell’Umbria San Francesco d’Assisi. Le tariffe dello scalo umbro seguono le normali dinamiche del trasporto aereo, con variazioni legate al periodo, alla disponibilità dei posti e al momento della prenotazione, ma non risultano impennate riconducibili ai disagi ferroviari degli ultimi giorni.

L’Umbria, tuttavia, non è estranea alle conseguenze della situazione ferroviaria per il treno dell’alta velocità che parte da Perugia e raggiunge Torino passando per Arezzo, Firenze, Bologna e Milano. Proprio il passaggio attraverso il nodo fiorentino, interessato dai lavori, ha determinato modifiche alla circolazione e sospensioni del servizio in alcune giornate programmate.

Secondo quanto comunicato da Trenitalia, a causa dei lavori di potenziamento infrastrutturale sulla linea tra Perugia Ponte San Giovanni e Terontola, la circolazione ferroviaria sarà sospesa nella tratta dal 14 luglio al 6 settembre. Il Frecciarossa 9300 sarà cancellato nel tratto tra Perugia e Terontola dal 14 luglio al 7 settembre, mentre il collegamento di ritorno Torino-Porta Nuova Perugia (Frecciarossa 9329) sarà cancellato tra Terontola e Perugia dal 13 luglio al 6 settembre. La tratta sarà interessata anche da modifiche per altri collegamenti a lunga percorrenza e regionali, con servizi sostitutivi.

La conseguenza per i viaggiatori umbri diretti verso il Nord non sarà quindi un semplice aumento dei tempi di viaggio, ma una modifica temporanea dell’organizzazione del collegamento: per raggiungere l’Alta velocità sarà necessario utilizzare collegamenti alternativi fino a Terontola o usufruire dei servizi predisposti per garantire la continuità del trasporto durante i lavori.

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