di Gordon Brasco

Mettiamola così: dieci alla Aniston, due allo sceneggiatore per un film che di media si prende un sei tondo-tondo. Siamo sicuri che se il copione non fosse stato curato da un cane la Aniston avrebbe anche collezionato almeno una nomination agli Oscar, perché non basta dimostrare di essere dei talentuosi caratteristi per stringere l’ambita statuetta (come per esempio il tre volte premio Oscar Daniel Day‑Lewis) ma tutto il film deve funzionare, altrimenti per l’Academy è pollice verso. La Aniston si scrolla di dosso l’etichetta che l’ha resa famosa: qui non è bella e simpatica ma decisamente l’opposto. L’ex attrice di «Friends» infatti (serie Tv trasmessa sulla NBC dal 1994 al 2004) fa un grande lavoro calandosi in una parte scomoda non solo dal punto di vista recitativo ma anche fisico…senza trucco, ingrassata e decisamente acida, Claire (Jennifer Aniston nel film) è una donna problematica, stanca, attanagliata da dubbi puerili e paure angosciose che cerca disperatamente un modo per tornare a galleggiare nel mare di una vita che l’ha ferita profondamente.

Personaggi sbagliati Il personaggio di Claire è frutto di un lavoro accurato e seppure con alcuni eccessi ingiustificati è convincente, cosa che non si può dire per il resto del cast: il personaggio di Sam Worthington (che impersona il marito della suicida Nina) è tutto una serie di pulsioni incompiute, di vorrei ma non posso che lo rendono passivo, incapace di trasmettere qualcosa al pubblico se non frustrazione ed è un vero peccato, perché se strutturato meglio sarebbe potuto diventare il secondo fulcro su cui far ruotare il film invece che lasciare tutto il «lavoro sporco» all’ex moglie di Brad Pitt. Altro personaggio sbagliato è quello di Silvana impersonato da Adriana Barraza (nominata agli Oscar 2007 come miglior attrice non protagonista per il suo ruolo di Amelia in «Babel»), imprigionata in un concentrato allucinante di cliché sugli immigrati sudamericani al limite del razzista.

Solo Aniston Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì ma con riserva: la storia è interessante solo perché Jennifer Aniston modella se stessa su un personaggio scomodo e lontanissimo da quelli che l’hanno portata al successo. Accanto alla Aniston però non troviamo nessuno capace di reggere la scena un po’ per incapacità e un po’ perché la sceneggiatura è davvero pessima. Perciò se state cercando un film drammatico che al di là delle tante pecche ha alcuni spunti validi su cui riflettere andate pure a veder questo «Cake», in tutti gli altri casi dirottatevi tranquillamente su altri titoli.

Un film di Daniel Barnz. Con Jennifer Aniston, Anna Kendrick, Britt Robertson, Sam Worthington, Lucy Punch. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 102 min. USA 2014. Warner Bros Italia.

Trama: Claire, una donna che frequenta un gruppo di sostegno psicologico per superare una tragedia personale, resta colpita alla notizia del suicidio di Nina, un’altra donna che frequentava lo stesso gruppo. Ne resterà in qualche modo coinvolta, e mentre cercherà di scoprire ulteriori dettagli sull’accaduto, troverà il modo di affrontare il suo dramma personale intrecciando una relazione col marito di Nina.

Perugia
Comunale Sant’Angelo: 18.30 / 21.15

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