di Gordon Brasco
Se alla regia ci fosse stato un Robert Altman o un Wim Wenders questo film agli Oscar farebbe man bassa. Questo non perché Iñárritu sia meno bravo di altri registi ma solo perché per stringere tra le mani l’ambitissima statuetta d’oro contano più gli agganci politici che le effettive capacità… speriamo comunque di essere smentiti e di vedere il regista di origine messicana fare piazza pulita al gran galà delle major. «Birdman» è un film eccellente sotto tutti i punti di vista: è geniale nella regia perché affida la storia a un continuo ricorso di piani sequenza (ovvero una sola inquadratura, generalmente piuttosto lunga che racconta un intero segmento narrativo della storia) e quindi crea un effetto narrativo teatrale impossibile da gestire in fase di postproduzione (niente tagli tanto per intenderci) e soprattutto richiede al cast una performance da «buona la prima». Iñárritu poi è diabolico nell’usare Michael Keaton come uno scassinatore userebbe un passepartout… in pratica utilizza un volto che ha avuto successo come attore impersonando un noto eroe mascherato («Batman», film del 1989 diretto da Tim Burton) per sferrare uno degli attacchi più violenti e critici alla fabbrica dei supereroi che, a forza di gesta straordinarie e effetti speciali d’assalto, sta riducendo il pubblico a un branco di drogati d’adrenalina che aspettano il prossimo film degli Avengers come un tossico la prossima dose.
Straordinario A confermare questa lettura critica del film di anche la presenza di Edward Norton, uno che aveva prestato il volto al personaggio di Hulk (film del 2008 diretto da Louis Leterrier) e poi abbandonato dopo una furiosa lite con i vertici Disney prima del film con Capitan America e soci (a sostituirlo nel «The Avengers» del 2012 fu infatti Mark Ruffalo). Ma oltre a questo il film si centra sulla storia di Riggan e alle sue debolezze del tutto umane, peggiorate dalla sua condizione di artista (vera o presunta) che gli richiedono, in un mondo dominato dai social network e dalla necessità di diventare «virali», uno sforzo mentale che va al di là delle sue capacità finendo per intrecciare realtà e finzione, essere o non essere (con tante scuse al Grande Bardo di Stratford-upon-Avon), genialità e follia. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: è un film straordinario, forse un po’ roboante ed esagerato in alcune parti ma si sa che il genio non è perfetto. Il regista messicano ha dato il meglio di se e la maturità artistica con la quale ci fa arrivare i suoi messaggi di denuncia e critica (soprattutto alla macchina cinematografica made in Usa) meriterebbe davvero di essere premiata con vari Oscar. Per tutti i cinefili questo «Birdman» è davvero imperdibile.
Un film di Alejandro González Iñárritu. Con Michael Keaton, Zach Galifianakis, Edward Norton, Andrea Riseborough, Amy Ryan. Commedia, durata 119 min. USA 2014. 20th Century Fox.
Trama: La storia di un attore in declino, famoso per aver interpretato un mitico supereroe, alle prese con le difficoltà e gli imprevisti della messa in scena di uno spettacolo a Broadway che dovrebbe rilanciarne il successo. Nei giorni che precedono la sera della prima, dovrà fare i conti con un ego irriducibile e gli sforzi per salvare la sua famiglia, la carriera e se stesso.
Perugia
Gherlinda: 16.50 / 19.30 / 22.10
Uci Cinemas Perugia: 17.20 / 20.00 / 22.35
Zenith: 18.00 / 20.15 / 22.30
Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30
