di Gordon Brasco
Chiunque abbia un po’ di dimestichezza con i paesi latinoamericani se lo ricorderà senz’altro, non solo perché nel 2013 fu uno dei film più visti ma soprattutto perché agli Ariel Awards messicani non vinse per il rotto della cuffia, innescando anche qualche polemica tra giuria e critica come è normale che sia in qualsiasi parte del mondo voi vi troviate. «Belli di papà» non è altro che il rifacimento italiano di «Nosotros los nobles» a dimostrazione che se un’idea è vincente i confini non esistono, peccato che oltre all’idea non si sia portato in Italia anche il regista originale (Gary Alazraki) il quale avrebbe sicuramente dato al film quella velocità che ne ha fatto, dall’altro capo dell’oceano, un successo epocale. Guido Chiesa non si ritrova in questa commedia: non riesce a replicare i tempi di quella messicana, né a scandire gli eventi con lo stesso ritmo, con il risultato di firmare un lavoro che sarebbe potuto essere un campione d’incassi e che invece stagnerà in mezza classifica bollato come «carino ma non eccezionale».
Attore e regista Un discorso a parte va fatto per Diego Abatantuono, attore d’esperienza e vero animale da palcoscenico: è solo grazie a lui che il film regge per un’ora e mezza ed è sempre grazie a lui che tutti gli altri attori riescono a trovare una collocazione all’interno del film. Diego occupa il proprio spazio davanti alla cinepresa in modo eccellente e grazie alla sua bravura e presenza scenica detta i tempi a tutti gli altri finendo per fare il lavoro del regista. Purtroppo neppure Abatantuono basta a risollevare un copione troppo diluito e lento infarcito con troppe parolacce come non ne sentivamo dai tempi del nefasto duo Boldi-De Sica. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no e lo diciamo a malincuore: Abatantuono da solo vale ogni centesimo del biglietto ma è il risultato complessivo che si valuta e qui la distanza tra l’originale film messicano e questo remake è davvero troppa. Ritmi lenti, gag sfilacciate, turpiloquio a manetta non fanno certo di quest’ultima fatica di Guido Chiesa una commedia imperdibile; volete ridere davvero? Affittatevi l’originale messicano, se conoscete lo spagnolo vi divertirete da matti.
Un film di Guido Chiesa. Con Diego Abatantuono, Andrea Pisani, Matilde Gioli, Francesco Di Raimondo, Marco Zingaro. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 100 min. Italia, Francia 2015. Medusa.
Trama: Vincenzo è un imprenditore di successo. Dopo essere rimasto vedovo, l’uomo si ritrova a dover badare da solo a tre figli ventenni che rappresentano il suo principale cruccio. I tre vivono una vita piena di agi, ma non conoscono concetti come responsabilità e doveri. Il lavoro è l’ultimo dei loro pensieri. Vincenzo decide perciò di riportarli alla realtà: finge che l’azienda di famiglia stia fallendo per bancarotta fraudolenta e li spinge a un’improvvisa fuga degna di veri latitanti. I quattro si rifugiano in una vecchia e malconcia casa di famiglia in Puglia. Per sopravvivere, i tre figli dovranno cominciare a fare qualcosa che non hanno mai fatto prima: lavorare.
Perugia
Gherlinda: 17.05 / 19.25 / 21.50 / 22.40
Uci Cinemas Perugia: 17.25 / 20.00 /22.25
Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30
Terni
The Space: 16.50 / 19.10 / 21.40
Cityplex Lucioli: 16.00 / 18.00 / 20.35 / 22.30
