di Cristiana Mapelli
Bene, ma non benissimo, per gli istituti scolastici di ogni grado umbri. Con il Piano “Scuole connesse” – avviato nel 2021 e che punta a connettere il 100% delle scuole del primo e secondo ciclo entro la fine del 2023 alla velocità di 1 gigabyte al secondo – sono 20.039 le scuole sul territorio nazionale che sono state “attivate” sulle 32.350 incluse nel Piano, ovvero il 62,2%.
L’Umbria va lenta Secondo le stime, guardando alla percentuale di scuole con la banda ultra larga, l’Umbria si situa al di sotto delle media nazionale di scuole connesse – dall’infanzia alle superiori – con il 36,5% rispetto al dato nazionale del 69,3% mentre è la Puglia a guidare la classifica con l’85,6%, seguita dalla Lombardia (78,7%), fanalino di coda la Sardegna dove le scuole ancora prive di connessione ultra veloce raggiungono il 67%. Insomma, sulle 584 scuole dell’Umbria, quelle connesse sono 213 e quelle ancora da connettere 371.
La mission Nel processo di alfabetizzazione digitale, la scuola svolge un ruolo fondamentale nell’insegnare a utilizzare i linguaggi e gli strumenti in modo adeguato e sicuro. Dotare tutte le scuole di una connessione veloce e stabile e di strumenti digitali adeguati rappresenta il prerequisito essenziale per ridurre il digital divide e combattere la povertà educativa digitale, dando priorità agli istituti situati in aree particolarmente svantaggiate dove maggiore è l’incidenza della povertà materiale ed educativa. In questa direzione, una svolta importante per la transizione digitale del mondo della scuola è attesa con il PNRR, che prevede 2,1 miliardi di euro per finanziare il Piano Scuola 4.0 con interventi per il cablaggio, l’innovazione degli ambienti per l’apprendimento e degli strumenti digitali in tutte le scuole, oltre che 800 milioni su formazione digitale dei docenti.
L’opportunità Per realtà territoriali difficili da raggiungere o poco dotate di opportunità culturali e ricreative, il digitale rappresenta uno strumento di innovazione didattica, utile, per esempio per collegare le piccole scuole, ovvero plessi che accolgono pochissimi studenti, che diventano così luogo di sperimentazione e un importante presidio comunitario.
Il gaming Più in generale, il digitale è un potente strumento per innovare e sperimentare, oltre che per l’inclusione. Tra le applicazioni più sperimentate negli ultimi anni c’è il gaming applicato alla didattica: dalle Escape Room per imparare le declinazioni del greco antico all’utilizzo del videogame Minecraft, passando anche per il coding, ovvero la programmazione informatica, tutte attività che favoriscono la creatività, il problem solving e il lavoro di squadra.
L’inclusione Negli ultimi anni sono aumentate anche le tecnologie didattiche che favoriscono l’inclusione degli alunni con disabilità. In Italia il 76% delle scuole primarie e secondarie (statali e non statali) dispone di postazioni informatiche adattate alle esigenze degli alunni con disabilità. In Umbria questo dato sale per arrivare fino all’83,6%, quindi oltre la media nazionale.
