di Gordon Brasco

Chi l’avrebbe mai detto che uno dei migliori film dell’estate sarebbe stato quello interpretato da una scimmia al galoppo di un cavallo? Eppure è così…il regista Matt Reeves (Cloverfield del 2008, Blood Story del 2010) non sbaglia nulla e crea un blockbuster quasi perfetto finendo per non tradire le premesse del primo capitolo ma soprattutto riuscendo a dare il giusto senso a una storia post apocalittica che poteva riservare in questo sequel più dubbi che certezze. Invece il regista statunitense tratta gli scimmiotti creati al computer con la consapevolezza di chi conosce le insidie di storie di fantascienza così estreme, riuscendo a dosare ironia e pathos in un equilibrio pressoché perfetto, conscio che prendere troppo sul serio un copione interpretato per l’80% da pixel di un computer è un errore che può portare al flop. Così abbiamo spazio per la tragedia degli uomini e la loro lotta per la sopravvivenza, ma anche per i dubbi esistenziali della scimmia Cesare, impegnata in un lacerante conflitto interiore per i sentimenti contrastanti verso la propria specie e quella degli umani, in un crescendo di disperazione-rabbia perfettamente raffigurato attraverso l’ossessiva ricerca di primi piani tanto inquietanti quanto realistici.

Apocalittico A completare l’opera c’è un’evidente critica all’incapacità tutta umana di affidare le proprie sorti di sopravvivenza a un destino che non sia di guerra. L’uomo è un animale sociale, almeno così ci viene insegnato in psicologia, eppure la sua propensione alla diffidenza lo porta inevitabilmente a scegliere il conflitto piuttosto che la convivenza pacifica. Insomma è più facile radunare le truppe con inganni, sotterfugi, promesse vane e andare alla guerra piuttosto che impegnarsi per anni per costruire una pace che possa essere duratura e sicura per tutti. Grandiose le scene di caccia e in generale d’azione: l’animazione delle scimmie surclassa di gran lunga le interpretazioni del cast in carne e ossa e tutto fa pensare che un’ennesima puntata sia alle porte. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: è chiaramente un film di fantascienza, apocalittico e tragico nel senso classico del termine e quindi si rivolge a un pubblico ben preciso, però il modo di mettere in scena le scimmie computerizzate a noi è piaciuto. C’è azione, scene emozionanti, dramma, intrigo…insomma tutti gli ingredienti per passare un paio d’ore al cinema divertendosi alla faccia di chi predica che la settima arte debba essere solo film in costume e d’essai.

Un film di Matt Reeves. Con Andy Serkis, Jason Clarke, Gary Oldman, Keri Russell, Toby Kebbell. Titolo originale Dawn of the Planet of the Apes. Azione, Ratings: Kids+13, durata 130 min. USA 2014. 20th Century Fox.

Trama: La crescente nazione delle scimmie guidata da Cesare è minacciata da una banda di umani sopravvissuti al devastante virus diffuso dieci anni prima. Raggiunta una fragile pace, essa sarà molto breve, ed entrambe le parti si troveranno sull’orlo di una guerra che deciderà quale sarà la specie dominante sulla Terra.

Perugia
Gherlinda: 16.05 / 17.15 / 18.15 / 18.55 / 21.15 / 21.45 / 22.15
Uci Cinemas Perugia: 16.30 / 17.30 / 19.30 / 21.40 / 22.30

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30

Terni
The Space: 18.30 / 19.30 / 21.30 / 22.30

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