di Gordon Brasco
A volte copiare fa bene al cinema, specialmente se si tratta di horror e specialmente se l’originale da cui si attinge è giapponese. Chi non ricorda il successo di The ring (film del 2002 diretto da Gore Verbinski)? Ma chi ha mai visto l’originale film giapponese diretto da Hideo Nakata del 1998? Nel caso di 1303 però la scopiazzata dall’originale nipponico non ha fatto il miracolo anzi, se possibile ce l’ha fatto rimpiangere per buona parte della proiezione. Non solo le dinamiche familiari sono completamente capovolte nel lavoro di Taverna (qui è la madre la “scapestrata” e non le figlie) ma vengono a mancare tutte quelle trovate che facevano del film di Ataru Oikawa (Apartment 1303 del 2007) un horror interessante e mai troppo eccessivo. Taverna invece nel tentativo di creare qualcosa di nuovo esagera a piene mani soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi con dei risultati davvero paradossali: Rebecca De Mornay che interpreta Maddie Slate cerca di mettersi in evidenza con una recitazione buona per un film muto, dove certe espressioni facciali e movenze erano appositamente esagerate per dare al pubblico la possibilità di interpretare correttamente le emozioni espresse senza l’ausilio della parola; usate invece in un contesto come quello di un horror contemporaneo non solo sono fuori luogo ma finiscono per infastidire con il risultato di deludere uno spettatore che ha pagato un biglietto per vivere un racconto adrenalinico moderno e non una brutta copia di Nosferatu (film muto diretto da Friedrich Wilhelm Murnau e del 1922).
Logoro A peggiorare la situazione ci si mettono trovate “de paura” buone per un luna park di periferia…capiamo la difficoltà di essere originali quando si parla di un genere sfruttato all’inverosimile come quello delle case infestate, però ridursi a spaventi generati da mezzucci infantili è davvero deprimente. Stanco al limite del logoro il finale che non fa nulla per risollevare una storia che non riesce mai a essere incisiva né nella parte iniziale del film né in quella finale dove tutte le spiegazioni arrivano alla spicciolata, come se pure lo sceneggiatore non ne potesse più di questa roba. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no: il film originale giapponese era interessante, ben costruito e con spunti interessanti…qui non c’è nulla di tutto questo. Gli attori esagerano nelle loro interpretazioni al limite dell’assurdo, la trama è debole e già vista, il finale vi farà mettere le mani nei capelli dalla disperazione. Avete davvero voglia di vedervi un horror? Affittatevi la versione giapponese e lasciate stare questa versione di 1303.
Un film di Michele Taverna. Con Mischa Barton, Rebecca De Mornay, John Diehl, Julianne Michelle, Robert Blanche Titolo originale Apartment 1303. Horror, durata 85 min. USA 2012. Adler Entertainment.
Trama: Janet abbandona la sua famiglia e si trasferisce a vivere da sola. Durante la prima notte nella sua nuova casa qualcosa di soprannaturale sembra impadronirsi dell’appartamento.
Perugia
Gherlinda: 16.10 / 18.20 / 20.30 / 22.40
Uci Cinemas Perugia: 20.00 / 22.40
Terni
The Space: 16.10 / 18.20 / 20.30 / 22.40
