Il Disability Pride Umbria, che si è svolto a Orvieto lo scorso 25 ottobre, ha riacceso i riflettori sulle condizioni di vita delle persone con disabilità. Le iniziative sul tema non si fermano e, il 22 novembre, è in programma un’assemblea pubblica, nella sala del Carmine, per riflettere insieme, discutendo principi, politiche e strategie. Obiettivo: redigere un documento per la stesura del Piano di eliminazione delle barriere architettoniche.
‘Verso una città universalmente accessibile’ «Nell’organizzare il Disability Pride – scrivono gli organizzatori – abbiamo sempre avuto in mente che sarebbero stati sia il clamore dell’evento sia la sensibilizzazione organica e costante del periodo che l’ha
preceduto, a far riflettere sull’effettivo accesso di ognuno ai diritti umani, sociali e di cittadinanza. Per questo, in virtù dell’attenzione suscitata, organizziamo l’assemblea cittadina ‘Verso una città universalmente accessibile’. Lì proporremo, in maniera pubblica, le nostre riflessioni, daremo a tutti la possibilità di intervenire e discuteremo di principi, politiche e strategie. Il nostro obbiettivo è redigere un documento per la stesura del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (Peba) che metteremo a disposizione dei comuni dell’Area Interna Sud-Ovest Orvietano e non solo».
Assemblea pubblica Ad aprire l’incontro saranno gli interventi di Emma Scanu del Comitato Orvietano per la Salute Pubblica su Il Disability Pride Umbria, Enrico Petrangeli di Rigenerazioni e Intrecci su La costruzione sociale della disabilità: barriere culturali e simboliche, Daniele Renda de Disability Pride Network con un intervento sul tema Abbattiamo le barriere: apriamo un varco alla civiltà e Andrea Schiazzano della cellula di Orvieto dell’associazione Luca Coscioni su Il ruolo dell’associazione Coscioni. Al termine degli interventi si aprirà il dibattito pubblico tra tutti i presenti. «Vorremmo un’assemblea partecipata – concludono gli organizzatori – da tanti cittadini e dalle associazioni della società civile, dai rappresentanti delle istituzioni e della politica. Daremo vita a un confronto serio».
