L'ingresso dello scalo (foto F.Troccoli)

di Giuseppe Boccolini e Sandro Piccinini*

Nei giorni scorsi c’è stato un interessante intervento dell’onorevole Rocco Girlanda, sottosegretario di Stato al ministero delle infrastrutture e dei trasporti nel governo Letta, nel quale si evidenziava il ruolo positivo dell’aeroporto umbro ‘San Francesco’, non declassato, ma anzi inserito tra quelli d’interesse nazionale.

Riteniamo che un aeroporto che rappresenta un’occasione importante per far decollare l’Umbria e aprirla al mondo sia un fatto sicuramente positivo, che può portare solo benefici, in un momento come quello attuale caratterizzato da particolari difficoltà.

L’intervento del sottosegretario di Stato Girlanda si propone inoltre di valorizzare sempre di più il turismo religioso, progetto lodevole e da sostenere. Tuttavia, all’interno della sua analisi l’onorevole Girlanda dimentica, o forse non è stato correttamente informato, che l’Umbria, oltre a Perugia e Assisi è composta anche dalla città di Terni.

Sarebbe utile che i flussi di passeggeri in transito all’aeroporto di San Francesco abbiano le informazioni di tutte le destinazioni dell’Umbria senza dimenticare o omettere quella del sud. Non è difficile presagire che con l’impostazione data, i flussi arrivino al massimo da Perugia ad Assisi, con buona pace del resto dell’Umbria.

E’ nostro personale convincimento di dotare l’aeroporto di servizi di trasporto su gomma (terminal bus) che muovendo dall’aeroporto raggiungano di routine le stazioni ferroviarie di Perugia, di Assisi, di Foligno, di Spoleto, di Terni, in modo da consentire una maggiore distribuzione dei flussi passeggeri su tutta l’Umbria e con essi dello sviluppo economico indiretto e riflesso. Un servizio in voga in moltissimi aeroporti che potrebbe essere avviato con neanche tanti grandi sforzi.

Ci preme evidenziare, che tra le mete del turismo religioso, potrebbe essere annoverata la città di Terni che oltre ad essere nota in tutto il mondo per il suo patrono, San Valentino, celebrato il 14 febbraio come santo degli innamorati e dell’amore universale in tutto il mondo, è stata tappa del passaggio di San Francesco e luogo di nascita dei primi protomartiri francescani.

La valorizzazione dello speco di Narni o del santuario di San Francesco a Piediluco, per non parlare del santuario di Greccio con tutta la valle Santa reatina, che seppur situato in altra regione si trova a pochi chilometri di distanza dal confine ternano, ma oggi più vicino grazie al collegamento con la Terni – Rieti; territorio che è stato definito dall’Unione europea destinazione europea d’eccellenza (Eden, Turismo acquatico).

Sicuramente quello dell’onorevole Girlanda sarà stato un lapsus. Ci auguriamo tuttavia che per il futuro il sottosegretario di Stato includa nei suoi ragionamenti che riguardano l’Umbria intera anche quella del Sud, che seppur tralasciata da alcuni, ha sicuramente dei titoli per essere inserita nei luoghi culturali e religiosi della nostra regione.

*Consiglieri comunali del Psi e del Pd di Terni

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