Luigi Bori

di Luigi Bori*

Non possiamo accettare la logica dei due pesi e delle due misure. Quello che diciamo e chiediamo a Berlusconi e agli esponenti della destra, lo dobbiamo non chiedere, ma pretendere dagli amministratori del centrosinistra. Nella nostra regione  esiste da tempo una questione morale.

E non si tratta solo di una questione squisitamente giudiziaria che si può derubricare con un semplice, se pur doveroso, richiamo alla presunzione di innocenza. Si tratta di un problema politico che investe il modo stesso di governare. Parliamo di quel sistema di potere, messo in piedi in questi anni, che ora mostra tutte le sue disfunzioni e tutte le sue negatività.

Noi chiediamo da tempo la costruzione di un nuovo progetto politico del centrosinistra anche per l’Umbria. I messaggi mandati in questo ultimo periodo dall’amministrazione regionale e, direi, dalla maggioranza delle istituzioni umbre, non recitano la parte del rinnovamento, ma cercano soluzioni neoconservatrici di quel sistema che le inchieste hanno messo a nudo e in discussione.

Bisogna invece dare segnali precisi di cambiamento nelle grandi e nelle piccole cose. Una di queste è la regola secondo la quale i ruoli istituzionali, soprattutto quelli di garanzia non possono e non debbono essere soggetti all’andamento delle singole vicende personali. Possiamo esprimere solidarietà e vicinanza con chi è stato oggetto di indagine. Ma, come succede in tutti i paesi del mondo, queste persone pubbliche debbono avere il coraggio e sentire il dovere di fare un immediato passo indietro. Se no, capire le differenze con la destra sarà estremamente difficile per i cittadini.

E a conferma di questo ci sono i risultati elettorali che mostrano l’Umbria in controtendenza con un andamento generale particolarmente favorevole al centrosinistra. Segnali precisi che durano da tempo e che hanno portato in pochi anni, il centrodestra a governare il 20% della popolazione umbra.

Per fermare la crescita lenta ma costante della destra in Umbria c’è un solo modo : cambiare, cambiare, cambiare!

*Coordinatore  regionale di Sinistra Ecologia Libertà

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One reply on “Si, in Umbria c’è una Questione Morale. Gli indagati facciano un immediato passo indietro”

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