di Italo Casali*
Lettera aperta a al dottor Gianfelice Bellesini, prefetto della città di Terni
Chi le scrive è il presidente del consiglio dell’istituto “Allevi-Sangallo” di Terni, frequentato da circa 800 ragazzi molti dei quali passano le serate nei locali del centro; molti dei quali – ieri sera – erano alla fiaccolata svoltasi in ricordo del concittadino David Raggi barbaramente ucciso da un immigrato irregolare. Ma, prima di tutto, chi le scrive, è un padre e non servono titoli per trasmetterle tutti i sentimenti che mi animano in questo momento.
AUDIO PARLA IL PADRE DI DAVID
VIDEO IL FRATELLO DAVID RINGRAZIA TERNI
VIDEO FIACCOLATA
FOTO FIACCOLATA
Ho avuto modo di apprezzare le saggie parole rivolte alla nostra comunità nella riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica: «Quanto accaduto non dovrà costituire in alcun modo pretesto per l’illegalità o reazioni dettate da sentimenti di rabbia e timore». Come avrà avuto modo di verificare, la manifestazione di ieri sera ha dato una prova tangibile – se ancora ce ne fosse stato bisogno – di quanto e come fra i ternani, alberghino, prima ancora della rabbia, il rispetto e la compostezza. Un’intera comunità che camminava a voce bassa, senza clamore e senza alcuna tensione: anziani, giovani, padri e madri che spingevano passeggini sui quali erano seduti i loro figli, fratelli e sorelle, mariti e mogli perché, vede, David Raggi era un po’ di tutto questo: David era un figlio di Terni, di gente abituata a lavorare per guadagnarsi il pane.
COSA GUARDI? E LO UCCIDE
LE ULTIME PAROLE DI DAVID: «DITE AI MIEI CHE GLI VOGLIO BENE»
FOTOGALLERY: LUOGO DEL DELITTO
VIDEO SUL LUOGO DELL’ACCADUTO
Ieri era tutto questo ma oggi è ‘il giorno dopo’; ed il fatto che ieri sera siamo stati in silenzio non vuol dire che non abbiamo qualcosa da dire. Oggi è un altro giorno ed allora ecco che mi lascio andare ad un interrogativo – espresso in vernacolo – che avrà modo di perdonarmi, perché questa è la mia lingua: questa è la lingua della mia gente. Ebbene : «Mò… che volemo fa?!?».
Lasciamo che dopo il momento di intensa commozione tutto torni come prima?!? Caliamo il sipario tanto ‘tutto passa’?!?
Terni è paesino di transito sulla via consolare Flaminia: Lei, da romano, conosce bene la millenaria cultura e la civiltà di questa gente aperta ed ospitale per natura, necessità e convenienza. Una città mèta di viaggiatori europei, di Papi, pittori, principi, regnanti e poeti nell’ottocento e poi, di immigrati dai territori e dalle regioni confinanti negli anni dell’industria siderurgica nascente: una città capacissima di adattarsi agli usi ed ai costumi legati al passaggio dall’economia agricola alla civiltà industriale.
IL VIDEO DELLA RISSA DI UN MESE FA
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Ma vede, chi – qui da noi – veniva ospitato, rispettava le nostre regole e chi non si adattava ad esse per cultura o religione, doveva operare una scelta: o si adeguava o se ne andava !!! ‘Regole che devono valere per tutti’ (cit.). Sicuro che «le forze dell’ordine resteranno massimamente impegnate a tutela della sicurezza dei cittadini poiché con il “Patto per Terni sicura” si sono consolidate relazioni e sinergie fra i vari livelli di governo chiamati a cooperare (…) per la sicurezza del territorio» devo dedurre che da oggi non troverò più mendicanti agli incroci semaforici? Che non vedrò più extracomunitari mendicanti agli ingressi dei supermercati? Che verrà “bonificato” l’argine del fiume Nera sotto ponte Allende luogo di dormitorio dei senza tetto? Che i “rom” che parcheggiano in Voc. Staino oppure in via Prati sapranno giustificare il loro stato di nullafacenti? Che questa gentaccia che bighellona per la città sarà identificata e se “irregolare” allontanata? Che potremmo andare presso l’Ospedale e parcheggiare senza essere insultati dai parcheggiatori abusivi se non lasciamo loro qualche spicciolo?
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Che sarà fatta “piazza pulita” degli ubriachi che urinano in via Sant’Alò o in via XI Febbraio? Che verranno controllati i molestatori di ragazzine in corso Tacito e ultimamente anche all’interno della Bibliomediateca? Che sarà portavoce verso il nostro Sindaco ‘fantasma’ di questo stato di disagio che proviamo di fronte a questa accoglienza indiscriminata? A questo buonismo insulso? A questo assistenzialismo dei fannulloni? Perché se così non fosse, Eccellenza, troverei vuote le Sue parole, senza senso, dettate più da motivi di opportunità che da profondo convincimento, quasi ‘di plastica’; ed allora, di fronte alla paura che i nostri figli non sono più sicuri quando escono la sera, che tutti noi siamo a rischio anche all’interno delle nostre abitazioni perché bande e sbandati hanno trovato ospitalità nella nostra città, mi accorgerei di essere intollerante, rabbioso ed anche un po’ razzista.
Con i miei più distinti saluti.
*Presidente del consiglio dell’istituto Allevi-Sangallo di Terni
