di Anna Ascani e Walter Verini

Serve un piano industriale per l’Italia, che tenga conto delle specificità territoriali e le potenzi. Un piano di sviluppo competitivo per promuovere l’occupazione e la creazione di nuove infrastrutture o il miglioramento di quelle esistenti. Il tessuto produttivo è il motore del progresso del Paese, deve essere opportunamente sostenuto: occorrono visione, progetti e risorse. Per questo, domani saremo a Terni all’iniziativa nazionale del Partito democratico ‘Impresa domani’ su siderurgia e automotive. Chiediamo al governo un’assunzione di responsabilità nei confronti delle realtà locali che operano già nel settore: nel caso umbro, è necessario che l’esecutivo si impegni affinché venga varato l’accordo di programma, annunciato ormai due anni fa, per la riconversione energetica del gruppo Arvedi-Acciai Speciali Terni. Le aziende e i territori non possono essere lasciati soli, è fondamentale un quadro complessivo per dare risposta alle grandi questioni di questo tempo: la sostenibilità ambientale, il lavoro, l’innovazione tecnologica, l’impatto sul tessuto sociale.

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L’industria siderurgica ternana rappresenta un comparto decisivo non solo per la Regione Umbria, ma per tutto il Paese. In questi giorni i gruppi consiliari del Pd e di Kenny-Innovare per Terni hanno presentato un atto di indirizzo per impegnare la giunta comunale a confrontarsi con il gruppo Arvedi-Acciai Speciali Terni sulle politiche di sviluppo economico e di qualificazione culturale e urbana del territorio. Non possiamo che sostenere questa iniziativa. A livello locale e nazionale è ormai irrimandabile un piano della siderurgia, un punto di riferimento chiaro e strategico, oltre che un atto programmatico di sviluppo per tutte le città italiane interessate, che renda possibile un incremento e una diversificazione delle produzioni e ci permetta di raccogliere la sfida della sostenibilità, della riconversione energetica e della decarbonizzazione del ciclo produttivo. Alcuni nodi storici, come quelli infrastrutturali e quelli ancor più gravosi legati all’accesso all’energia a un prezzo europeo, vanno necessariamente sciolti e il rapporto tra comunità e azienda rinnovato e rafforzato in un’ottica di mutua responsabilità sociale. È davvero importante, quindi, che il Pd nazionale abbia scelto Terni per questo appuntamento: del resto il futuro e la specificità della produzione e della lavorazione dell’acciaio a Terni non sono solo un fatto di enorme interesse territoriale, ma una componente fondamentale dello sviluppo dell’Umbria e del Paese.

*Riceviamo e pubblichiamo la nota di Anna Ascani e Walter Verini, parlamentari Dem

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