L’Umbria non è proprio una terra per giovani e infatti in tanti se ne vanno. La fuga dei cervelli, iniziata del 2013, non solo continua ma accelera. Gli studenti della regione che vogliono andare all’Università scelgono sempre più quelle del Nord. Dieci anni fa partiva circa il tre per cento ora siamo arrivati al nove. Per non parlare della fuga dei laureati. È questo il dato più importante e preoccupante del Rapporto Bankitalia. Per il resto, l’economia umbra sta andando benino: discreto il rimbalzo post Covid, in linea con l’andamento nazionale, e in crescita settori come le costruzioni e soprattutto il turismo. Ma non basta. Nuvole nere si addensano sul futuro a causa della forte dipendenza delle imprese umbre dalla congiuntura internazionale e, in particolare, da quella tedesca in vistosa difficoltà. Lucio Caporizzi analizza per Passaggi Magazine il rapporto annuale sull’economia umbra presentato questa settimana da Bankitalia e altri dati economici.
I giovani abbandonano l’Umbria. In fuga studenti (al Nord) e laureati
L’analisi di Caporizzi su Passaggi Magazine parte da un elemento sottolineato nell’ultimo rapporto di Bankitalia sull’economia regionale
