di Mario Mariano
Il ferro va battuto quando è caldo e guai a pensare di smettere di forgiarlo come un avveduto artigiano dovrebbe sempre fare. Fuori di metafora, il Perugia non si concede pause perché capisce che è il momento di portare a casa il massimo, ma sa di dover avere un programma chiaro da attuare: guai a buttarsi a capofitto sull’avversario. Studia anche il Gubbio, che fa della tenacia la sua arma migliore, lo studia per prendergli le misure, per farlo venire allo scoperto, per ridurne le forze in modo che quando riuscirà a ferirlo la prima volta dovrà pensare di dare il colpo del ko, passando magari da una fase in cui è necessario anche cercarsi quel pizzico di fortuna che aiuta sempre gli audaci. Vince la squadra che tatticamente la sa più lunga, perché è capace di trovare le contromisure giuste in ogni frangente. Vince la squadra che ha un tasso tecnico di gran lunga più alto, ma per aggiudicarsi i tre punti nel derby c’è voluto che si compisse un mezzo miracolo calcistico, e cioè che «Pollicino» Politano, che tanto bene stava facendo sul fronte d’attacco, su una controffensiva eugubina si facesse trovare appostato sul primo palo a salvare di testa la girata di Bartolucci.
Spirito e non solo Hai voglia a parlare di tattica, di schemi, di investimenti: un dettaglio accresce gli entusiasmi ed autorizza a credere che oltre a giocatori di livello tecnico superiore questa estate si è puntato su gente che ha voglia di ricavarsi un posto al sole. Politano ci sta riuscendo, così come ci stanno riuscendo i pochi riconfermati, a dimostrazione che le scelte non sono avvenute per simpatia o per chissà quale altra strana scelta. Chi temeva che Clemente rappresentasse un problema è rimasto fortemente deluso: Battistini ha creato uno spirito di corpo che salvaguarda il capitano, che in ogni caso non si è risparmiato neppure un po’, mandando letteralmente e in tilt il Gubbio con i suoi continui spostamenti su tutto il fronte d’attacco. L’entusiasmo è contagioso e il Perugia non può più nascondersi (cosa che del resto non ha mai fatto nei programmi di partenza), l’umiltà di approccio agli impegni sarà sempre basilare, ma dopo aver rivisto 10 mila spettatori al Curi è probabile che se di errori ne sono stati commessi, sono stati ridotti ai minimi termini.
Koprivec: Migliorata la presa, migliorato il piazzamento, reattivo e concentrato anche se a salvarlo dalla capitolazione è il compagno che non si sarebbe mai aspettato, piazzato sul primo palo. Voto 6.5
Anania: Sfreccia come ai bei tempi, crossa come sa fare e se la intende con Politano. Forse gli manca un po’ di coraggio quando gli avversari gli danno spazio e lui non si avventura in area per tentare la conclusione o il passaggio più preciso. Voto 6.5
Cacioli: Coraggioso, efficace, pugnace: quando temi che stia sprecando troppe energie, perché capisci con quanta carica agonistica stia giocando e ti aspetti magari qualche errore, devi ricrederti, perché stavolta la concentrazione è davvero massima. Voto 7
Lebran: Non è vero che sia lento, è solo un’impressione: lui non è frenetico e questo lo aiuta a risolvere anche le situazioni più complesse con la sua calma olimpica. Deve essere solo più preciso nei rilanci. Voto 6.5
Liviero: Se la deve vedere con uno dei più pericolosi attaccanti del fronte eugubino, dunque resta spesso e volentieri in trincea senza dare troppo supporto a Rantier. Resta il fatto che gioca con una sufficiente autorevolezza, segno che sa assorbire l’emozione per giocare davanti a tanta gente Voto 6+
Politano: E’ diventato un beniamino della gente e questo la dice lunga sull’affetto che gli viene riservato, lui piccolo di statura ma grande nei numeri di classe, se i compagni gli danno costantemente il pallone è perché sanno che lui lo giocherà al meglio nove volte su dieci. Anche lui eccellente sotto il profilo psicologico, segno che la «romanità» gli permette di assorbire i carichi nervosi che gli sono piovuti addosso. Santopadre ci ha visto proprio bene nello sceglierlo e sopratutto nel farselo dare da Walter Sabatini. Voto 7.5 (Da37′ st Martella. Il fatto che sia rientrato in prima squadra dopo l’infortunio è un meritato premio. Voto ng)
Esposito: Gioca una quantità industriale di palloni, lo trovi dappertutto e non è vero che sia lento. In ogni caso sa far viaggiare bene la palla, sa aprire gli spazi, meglio lui del compagni di reparto, assai più giovane, eppure nella giornata più statico. Voto 7
Di Tacchio: A volte non ti accorgi di ciò che fa perché è capace anche di estraniarsi dal gioco o di sbagliare cose elementari, ma poi il goal, di bella esecuzione, cercato e non casuale, lo aiuta a ritrovarsi, e nella ripresa si rende maggiormente utile. Voto 6.5
Rantier: Meno brillante del solito, entra ed esce di scena, ma ha piedi d’oro e sa anche lui infiammare la platea. Sfiora il goal e finisce con il fiato corto, segno che si è anche adoperato nei ricuperi. Voto 6.5 (21′ st Moscati: Anche stavolta entra subito in partita e non è impresa di poco conto, peccato per l’errore sul goal finale, ma la mazzata sarebbe stata troppo pesante per il Gubbio. Voto 6)
Clemente: Un godimento, perché è costante durante tutta la gara, perché è concentrato, perché si assume sempre la responsabilità di fare la cosa più giusta per la squadra, ora di tentare la conclusione da lontano, ora di servire il compagno meglio piazzato. Un giocatore che ha fatto una carriera nettamente al di sotto le grani potenzialità tecnico-tattiche in suo possesso. Voto 8
Ciofani: Lo fischiamo quelli di Gubbio e lui deve aver accusato il colpo, perché sotto rete gli manca sempre il guizzo giusto. Si rende utilissimo alla causa con profondi rientri, ma un attaccante deve essere valutato sopratutto per la fase offensiva e lui stavolta la vede poco, anche perché ottimamente marcato. Voto: 5.5 (dal 30′ st Tozzi Borsoi: Ci vede giusto ancora una volta Battistini. Romano si mette di buzzo buono e viene premiato da quel guizzo di Clemente al quale ha promesso almeno due cene di ottimo pesce. Se recuperato fisicamente come sembra tornerà utile. Voto: 6.5).
Battistini: Molto inglese e non solo nell’abbigliamento, anche per come si muove in panchina. Aveva promesso miglioramenti anche su quel fronte e sono sotto gli occhi di tutti. La squadra sa aspettare il momento giusto per sfruttare le sue armi migliori e lui sa avvicendare i giocatori per farli sentire tutti titolari. Voto 7.5


Salve a tutti, dopo aver letto i commenti non sono molto daccordo e chi ha visto la partita dovrebbe essere piu obiettivo e meno di parte.Sicuramente più tecnico è stato il Gubbio.Sicuramente migliore anche tatticamente anche se Il Perugia ha giocato di piu e vinto meritatamente la partita.Ogni gni volta che i giocatori eugubini prendevano la palla si notava una differenza tecnica.non indifferente.e credo che saranno guai per tutti quando entreranno in forma…siamo ancora alle prime partite…Buon campionato ai tifosi perugini ed eugubini.Lucio
mi devo correggere:intendevo i commenti sentiti su qualche tv locale..non quelli letti come avevo detto nel mio precedente commento …un saluto a tutti