Come ogni settimana, il Pagellone di Mario Mariano

di Mario Mariano

Grave “dimenticanza” della Società per non aver onorato al meglio la memoria di Dante Fortini, bandiera per 11 stagioni del Perugia del S.Giuliana.

Un saliscendi allarmante: il rendimento del Grifo è simile a chi sceglie di giocare al “gratta e vinci”; come sperare in un terno al lotto; sembrano saltate le convinzioni che scaturivano dalla corsa, dal possesso palla, dalla tecnica superiore dei giocatori più rappresentativi. Dopo la Vibonese tocca al Fondi venire a prendersi un punto al Curi: senza neppure troppo sudore così che il suo folkloristico allenatore, Eziolino Capuano, si mette a fare le capriole di gioia, perché alla fine della fiera il pareggio lo inorgoglisce.

Non ci sono alibi che tengono per il Perugia che presentava un co-presidente (Moneti) in panchina a fianco del figlio, entrato quando la situazione era disperata. Nessun alibi neppure per Battistini che non fa a tempo a trovare una soluzione che sembra la migliore e subito gli capitano tra il capo ed il collo squalifiche ed infortuni: ma una squadra con una rosa tanto imponente e con un solo obbiettivo, dovrebbe fare polpette di formazioni che hanno solo tanto, tantissimo agonismo. Basta correre, raddoppiare nelle marcature, specie su Clemente, chiudere le corsie ed il più è fatto. Quando nei muscoli degli allievi di Battistini c’erano molta più forza e nella testa più reattività, al Perugia riuscivano giocate spettacolari che si concretizzavano con diverse palle goal. Ecco perchè la sosta arriva al momento giusto. Perchè tutti possano ritirare il fiato dopo il lungo braccio di ferro dirigenziale.

Dovranno anche riflettere quei dirigenti (Agnolin ed Ercoli) che non hanno saputo organizzare al meglio una cerimonia che si riserva anche a chi non è stata una autentica bandiera del Grifo come invece è toccato in sorte al buon Dante Fortini, scomparso venerdì sera. Fortini meritava assolutamente di essere ricordato con il lutto al braccio dei calciatori ed un minuo di raccoglimento. Dalla Lega di Firenze abbiamo saputo che sarebbe bastato chiedere l’autorizzazione con un fax, nessuno si sarebbe opposto: Fortini ha giocato per 11 stagioni con la maglia del Grifo, era uno dei beniamini del S.Giuliana, lo ha ricordato bene Ilario Castagner che fu suo compagno di quel Perugia di Mazzetti che poi venne promosso in serie B. La richiesta dello speaker di «un bell’applauso» ci è sembrata ben poca cosa per chi ha onorato per molti lustri quel calcio che non c’è più, che ha scelto, lui originario di Ferrara di vivere a Perugia, di seguire domenica dopo domenica la sua squadra del cuore, una volta chiusa la carriera di allenatore.

Giordano: Senza lavoro per 89 minuti e passa, sul cross che raggiunge la testa di Ricciardo avrebbe potuto tentare l’uscita, visto anche che la palla non viaggiava a velocità siderale. Ma è noto dai tempo che le uscite non sono il suo forte. Bene nei rilanci con i piedi. Voto: 6-

Anania: Distrazioni assortite, nasce dalle sue parti il goal del pareggio del Fondi. Sbaglia misura nei cross, anche perché in fatto di generosità non gli si può muovere alcuna colpa. Voto: 5+

Cacioli: coraggioso e si sapeva, tampona in ogni parte del campo e trova il tempo per infilarsi nel cuore della difesa del Fondi per il tocco decisivo sull’angolo di Clemente. Indomito. I giovani prendano esempio da lui. Voto: 6.5

Russo: Già nel primo tempo Ricciardo lo fa secco con un gioco di gambe che dovrebbe suggerirgli maggiore attenzione. Fatale l’errore nella marcatura dell’attaccante sul goal del pareggio. Voto: 5.5

Zanchi: nulla di nuovo sotto il sole, il solista che si conosce con le qualità da esprimere, ma se togli la corsa e qualche lancio, cosa resta? Voto: 5.5

Moscati: non la vede letteralmente nel primo tempo perché staziona quasi sempre vicino la linea laterale e l’uno contro uno non è certo il suo pezzo migliore. Cresce alla distanza, si esibisce in qualche cross in corsa.Voto: 6- (dal 40′ st. Moneti: neppure il tempo di ipotizzare: se segna va ad abbracciare il padre o Battistini; raccapezzarsi in quella confusione non è facile per nessuno, in ogni caso sembra aver rinforzato i muscoli rispetto all’ultima volta visto in campo. Voto: ng)

Mocarelli: lo cercano nonostante tutti sanno che i suo piedi tutto possono fare meno che passaggi lunghi e precisi. Gli errori si accumulano anche perché non sembra granché concentrato. Voto: 5 (dal 14′ st Luchini: buttato nella mischia perché si spera che abbia gamba e qualche guizzo, ma non raccapezza granché. Voto: 5.5

Borgese: forse la prestazione più grigia della stagione, non trova la posizione, sbaglia passaggi e taciamo sui tiri in porta per carità di patria.Voto: 5.5

Ferri Marini: ci aveva fatto ricredere domenica a Gavorrano come vice Clemente, tornato sulla fascia non ne raccapezza una ed in più gioca con il fuoco quando per una sua iniziale leggerezza il Fondi arriva al pareggio. Giano bifronte.Cosi non è di nessun aiuto alla squadra.Voto: 5+ (dal 24′ st Padovani: non sfigura, è il solo con il cambio di marcia, innesca Bueno e crea apprensione nella difesa avversaria. Voto: 6+)

Clemente: la condizione atletica non è quella di inizio stagione e neppure dei mesi successivi, ma sotto rete è sempre pronto per la zampata che conta, lo tradisce a volte la esasperante tattica del fuorigioco, ma sul goal del vantaggio metà del merito è suo, colpisce la traversa e si esibisce in un paio di assist per i compagni. Voto: 6+

Bueno: parte da troppo lontano ed arriva con il fiatone all’appuntamento che conta; visto il tempo che è rimasto in tribuna si fa trovare in condizioni almeno accettabili. Voto: 6-

Battistini: Fa bene a non sottovalutare nessun avversario, ma non raccoglie per quanto lavora in settimana. Dovrà capire durante la sosta tutte le magagne di un gruppo troppo alterno nel rendimento. Il coraggio non gli manca, ed andare all’assalto all’arma bianca non sarebbe producente. Voto: 6

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