Mario Mariano

di Mario Mariano

Si può stare anche nel limbo, in attesa di tempi migliori. Basta saperlo. La situazione è assolutamente interlocutoria, di attesa che accada qualcosa. Potrebbe darsi che arrivi una rifondazione profonda, come non è da escludere qualche aggiustamento in corsa. Un fatto è certo: di questa squadra tutti hanno capito quasi tutto, difficile che ci possano essere delle sorprese. I limiti sono arcinoti, ed ora anche Camplone, neppure a mezza bocca ai microfoni delle tv, fa conoscere le sue necessità. Qualcosa sicuramente accadrà, perché se il calcio moderno è una azienda che deve produrre interesse, spettacolo e risultati, evidentemente non è questa la strada su cui insistere. Ci sono le volontà per cambiare in corsa? E per quale obiettivo?

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In attesa di segnali forti, meglio soffermarsi sul pareggio con il Bari arrivato con un sussulto di orgoglio nella ripresa, con una spinta agonistica degna di questo nome. Certo il vantaggio è arrivato dall’uomo in meno dell’avversario, ma tant’è. Il goal annullato a Falcinelli ha sollevato non una ma cento perplessità e l’arbitro deve averlo capito meglio nello spogliatoio, durante l’intervallo, quando, non è una novità per nessuno, c’è sempre chi anche solo con un sms fa sapere che la tv ha dato un responso diverso dalla decisione presa sul campo. Bari pimpante nel primo tempo e deciso a sbancare il Curi, grazie anche ad una difesa che cambia di volta in volta e dove oggettivamente ci sono delle lacune macroscopiche, errori concettuali, difficilmente modificabili, e dispiace che sul banco degli imputati debba finirci Crescenzi, che esterno basso proprio non è. Un Crescenzi tra i migliori del girone d’andata, che va riportato al proprio posto naturale, dove sviluppa gioco e sa dare superiorità numerica.

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Anche Camplone appare arrugginito dalla sosta o chissà da cosa altro: i continui cambiamenti, seppure legittimi perché lui ha sotto gli occhi la squadra per tutta la settimana. Un Camplone che lascia in panchina Lanzafame e che poi è costretto a chiamarlo in causa per vedere di raddrizzare la baracca.Un Camplone che riusciva a sfruttare al meglio le qualità di Parigini, mandandolo in campo per cambiare il quadro tattico della partita, e che poi si ricrede e punta sul giovane, a svantaggio di Lanzafame, sempre tra i migliori. Una fase di limbo, dicevamo. Uscirne alla svelta è un obbligo sopratutto se si vuole puntare a qualche progetto ambizioso. Altrimenti tanto vale dire ai quattro venti che la salvezza è la priorità assoluta.

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Provedel: Si oppone al meglio nel momento clou del Bari, impedendo il raddoppio, con coraggio e scelta di tempo. Decisivo su De Luca, perché il raddoppio avrebbe aperto al Bari la strada dei tre punti. Voto: 6.5

Crescenzi: Dispiace tre volte vederlo arrancare, vedere che gli avversari gli sbucano da tutte le parti. Con conseguenze anche sulla fase offensiva perché le energie mentali si consumano anche macerandosi sugli errori commessi. Voto: 5

Goldaniga: Anche lui affatto impeccabile sul goal del Bari ed in altre occasioni, ma almeno resta in piedi e nella ripresa è tra i più tonici. Voto: 6

Giacomazzi: Il goal del pareggio denota mestiere e voglia di riscatto, questo va riconosciuto. Ma in difesa non è garanzia di impenetrabilità. Tutt’altro. Voto: 6.5

Vinicius: Un passo indietro, anzi due o tre. Morbido nel tackle, impreciso nei passaggi, poco vigoroso nelle incursioni offensive, e taciamo sui cross. Voto: 5 (31′ st. Perea: Gode delle attenuanti più ampie, ma non illumina mai la scena, anzi la deprime. Voto: 5.5)

Taddei: Si trascina, e siccome non trova la posizione, cade nel trabocchetto di commettere spesso fallo, quando una volta gli altri li facevano a lui. Voto: 5+ (dal 19′ st Verre: se escludiamo una “ciccata” clamorosa, si inserisce abbastanza bene, provando anche la conclusione a rete. Voto: 6)

Fossati: Chi fa ripartire il gioco è lui e non altri, chi in ogni zona del campo, ragiona è lui. Non trova Il tempo di battere a rete, ma è tra i più positivi. Voto: 6.5

Nicco: Non si prende mai la responsabilità di battere a rete, segno che teme di sbagliare. E’ un postino che troppo spesso deposita il pallone sui piedi degli avversari dopo corse affannose. Voto: 5.5

Parigini: Proprio mentre era in crescita, ha fatto registrare una involuzione. Cerca il numero e sbaglia un goal agevole, la frenesia non è una qualità se non unita alla lucidità. Voto: 5.5 (dal 14′ st Lanzafame: Il suo ingrresso in campo aumenta la forza muscolare, il possesso palla, la possibilità di stare nella metà campo del Bari. Ha la mira sballata, ma ha l’argento vivo addosso. Voto: 6.5)

Falcinelli: L’arbitro deve averlo convinto sul goal che gli viene annullato perché non si dispera come dovrebbe. Il solito lavoro sporco, ma alla lunga si defila anche per il gran correre. Voto: 6

Fabinho: La sensazione è che possa essere decisivo da un momento all’altro. Poi si demoralizza anche lui, ma intanto il tiro dalla distanza è ragguardevole e qualche errore gli può essere perdonato. Voto: 6+

Camplone: Visto dall’alto sembra (è solo un’impressione) che abbia perduto la cera dei giorni migliori. Aveva giocato l’”1” fisso alla vigilia, ma il pari per come si erano messe le cose può accettarlo. La formazione iniziale non convince, ma in corsa riesce a rimediare. Sta parlando chiaramente di rinforzi, chissà se lo ascolteranno. Voto: 6

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