spettacolo di danza e poesia un lieto disonore in omaggio a sandro penna
Lo spettacolo di danza e poesia 'Un lieto disonore' (foto Maurizio De Nisi)

di Danilo Nardoni

Riusciva a pensare e a sentire la vita come pochi. E poi tutto è arrivato a noi, grazie a quella capacità unica di mettere i pensieri in versi. Sandro Penna era un intellettuale libero, un «non asservito», nemmeno alle sue passioni. Per celebrarlo, nella ricorrenza dei 40 anni dalla sua scomparsa, attraverso un esperimento culturale mai tentato prima viene messa in relazione la poesia di Penna alla danza. «Un lieto disonore» è quindi l’omaggio in danza alla poesia di Sandro Penna che andrà in scena in prima assoluta al Teatro Morlacchi di Perugia mercoledì 15 febbraio alle ore 21 (giovedì 16 febbraio, alle ore 10 è in programma anche un matinée per le scuole).

Danza e poesia Figura eminente della cultura in Umbria, dove il poeta è nato e vissuto fino ai 23 anni di età, Sandro Penna è tra i maggiori poeti italiani del ‘900. La musica scelta (Adrien Casalis, Gustav Mahler, Fabio Orsi) e la danza, unite alle sue parole, possono quindi indagare e accendere dall’interno, con propria vitale energia, il lessico di Penna, la sua visionaria fedeltà a se stesso, la limpida semplicità del suo poetare. La serata del Morlacchi si annuncia allora come da non perdere grazie al debutto della creazione dedicata a Penna dal titolo ‘Un lieto disonore’, progetto del coreografo Michele Merola e del giornalista e critico Ermanno Romanelli prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria in collaborazione con la MM Contemporary Dance Company e il Centrodanza Spazio Performativo di Perugia.

Spazio a danzatori umbri Il Teatro Stabile dell’Umbria vuole così ricordare lo straordinario poeta perugino con questa coreografia, che è l’esito di un laboratorio coreografico tenuto da Michele Merola quest’anno con un gruppo scelto di allievi, selezionati nelle scuole della regione. Lo ha ricordato durante la presentazione dello spettacolo Adele Bevilacqua dello Stabile sottolineando che «il progetto è stato affidato non ai professionisti della compagnia ma a danzatori umbri o che si sono formati in Umbria». Gli interpreti sono: Franco Ciculi, Angelo D’Aiello, Sara Dozzini, Filippo Franzese, Mattia Molini, Elia Pangaro, Riccardo Papa, Martina Piacentino, Anna Portali, Margherita Simonacci, Chiara Tosti, Maria Teresa Vichi. Anche Tommaso Mobilia, responsabile del Centrodanza spazio performativo di Perugia, ha ricordato che l’obiettivo, oltre a quello di valorizzare la poesia di Penna, è anche «dare ai giovani talenti della regione la possibilità di esibirsi». Inoltre, è previsto anche un incontro pubblico sulla poesia di Sandro Penna e la danza al Morlacchi per lunedì 13 febbraio (ore 17.30) con interventi di Michele Merola (coreografo e direttore della MM Contemporary Dance Company), Walter Cremonte (poeta e studioso di Sandro Penna) ed Ermanno Romanelli (critico e giornalista) che presenterà un video sul rapporto poesia e danza.

Impresa mai tentata Cristallizzare in una coreografia l’universo interiore di Penna, farlo vivere (o rivivere?), e lasciarlo risuonare, come un’eco, in palcoscenico, è un’impresa che non è stata tentata in precedenza. Secondo Ermanno Romanelli attraverso il rapporto tra poesia di Penna e danza «si possono incontrare spirito e carne, leggerezza e densità». «Al coreografo Merola – ha sottolineato Romanelli – è stata data, per credibilità e profilo artistico, completamente carta bianca. A lui è stato chiesto solo di mettersi a confronto con un artista sommo come Penna e con il suo universo poetico che siamo sicuri saprà invadere il palcoscenico di una forte elettricità». «A Michele Merola, il coreografo che firma lo spettacolo, l’unica strada da percorrere – aggiunge Romanelli – è sembrata una sola: affidare il tutto agli occhi della mente. Agire per empatie, risonanze interiori, le adesioni che nascono spontaneamente tra due esseri comunque senzienti, anche se uno dei due è assente. Ma è il lascito di Penna che parla per lui. Tra le sue righe affiorano le istruzioni per l’uso. Dicono: maneggiare con cura, trattare con sensibilità, non capovolgere. E, soprattutto, trova la tua, di strada, se vuoi entrare nel mio mondo. È il codice recondito di una poetica che si nutre, in numerosi momenti, della stessa levità che alimenta la danza e la musica, e ne diventa forza generatrice. In un confronto puro, la luce interiore, e la grazia, sostenuta dalla cifra potente del coreografo, affrontano le tessere del mosaico Penna, si specchiano nella stessa idea dell’amore che consuma dolcemente, come unica verità, contemplata e rubata da quell’istante che è rivelazione, indispensabile epifania di scrittura e movimento».

Bolero La serata del Morlacchi si concluderà infine con il ‘Bolero’ di Ravel, per una produzione MM Contemporary Dance Company e sempre con le coreografie di Michele Merola. Meccanismo ad orologeria dalla rigorosa precisione, ‘Bolero’ è ancora oggi tra i brani più noti e ascoltati della storia della musica. Nel realizzare una nuova versione coreografica del Bolero, Merola si è confrontato con questa musica ossessiva e ripetitiva, cercando di comprenderne l’identità, la ragione e la funzione: alla fine di questo percorso l’ispirazione del coreografo si è focalizzata sul ventaglio inesauribile dei rapporti umani, in particolare quelli di coppia. Su questa stessa musica è intervenuto il compositore Stefano Corrias, creando una sua propria partitura musicale, liberamente ispirata al brano di Ravel, che si inserisce perfettamente in tre diversi momenti della coreografia. I tre frammenti sottolineano i momenti più intimi, e più veri, di ognuno di noi, quando siamo lontano dagli sguardi degli altri, e lontani dal rumore assordante del mondo.