Musica e parole, forti come il fragore e la potenza distruttiva di quell’episodio: era l’11 agosto del 1943. Un brano scritto e interpretato per conservare la memoria di una pagina buia, ricorda il primo bombardamento che subì la città di Terni: ‘C’era il sole ma piovevano le bombe’. Un lavoro di Eduardo De Dominicis, in arte Dedo, ma che ha coinvolto altri ternani.

Primo bombardamento su Terni «Affinché – è il messaggio allegato al brano – mai si perda la memoria di vittime e carnefici della città di Terni. In questo giorno di 80 anni fa, nei cieli che sovrastano Terni, ebbe luogo il primo bombardamento della città umbra, da parte di 12 quadrimotori statunitensi. In terra, l’inferno: furono prese di mira le zone più popolose e popolari della città, circa 1.200 case su 2.500 totali furono distrutte, gran parte del patrimonio artistico culturale della città fu cancellato dalla faccia della terra, circa un migliaio furono i morti (in una città che al tempo ne contava 44 mila). Una storia che non può essere dimenticata, una storia che va tramandata, la nostra storia».

La città ricorda In occasione dell’anniversario, il Comune di Terni aderisce alla cerimonia di commemorazione delle vittime. Alle 9.45 al santuario di San Francesco la messa a suffragio di tutte le vittime dei bombardamenti e per la pace, celebra il vicario generale don Salvatore Ferdinandi; alle 10.29 in via Lanzi, inizio della cerimonia ufficiale di commemorazione, alla presenza delle autorità cittadine, deposizione di una corona presso il monumento in memoria, rintocchi delle campane; alle 11 al cimitero civico la deposizione di una corona presso il monumento a ricordo dei caduti civili dei bombardamenti su Terni.

Il testo della canzone Piede sul pedale, la piazza è un parco giochi Oggi non lavoro e me ne vado fuori In quest’estate così calda in casa se ne stanno in pochi Ed io con questa bici quasi volo sembro Fausto Coppi Zero intoppi niente sbatti che tre già so troppi Gli anni di guerra del Paese mica dei balocchi Che parla come Franti ma ha la forza di Luigino Crossi Qui non c’è Garrone e abbiamo in faccia i segni di Precossi A dodicianni sei già grande in questi tempi stanchi Di solito aiuto mio padre a tirare avanti Ma non oggi, c’era il sole di prima mattina Io me ne sfreccio in centro sono a piazza Valnerina Rit. Terni undici agosto del quarantatré Inferni in terra per persone come me e te Un istante, case che diventano tombe C’era il sole ma piovevano le bombe Sveglia già dall’inizio di questo mattino Lavoro al fuoco nonostante il caldo che c’è in giro Mia figlia con la tessera allo spaccio qui vicino Chissà che riporterà e se assomiglierà a del cibo Col pensiero sempre fissa a mio marito Anche lui lavora a un forno però di diverso tipo Fa l’acciaio con i turni doppi imposti dal partito Fanno armi obbedendo ai capricci di Benito Lui mi dice sempre di non parlar così in giro Che sto posto sarà grande quando avremo finito Chissà perché stamani ha suonato la sirena Io voglio soltanto che ritorni a casa a cena Rit. Terni undici agosto del quarantatré Inferni in terra per persone come me e te Un istante, case che diventano tombe C’era il sole ma piovevano le bombe Sarà un po’ più difficile raccontarti di me Che sono anch’io in città ma di anni ne ho settantatré A cavallo di due secoli, due guerre per il re Ed il mese scorso Roma già piangeva e penso che I cinegiornali dicono di stare calmi Io sono zoppo dal trentino so quello che ho davanti Conosco sti momenti, i rombi, gli schianti Le urla dei parenti che riecheggiano sui monti Scampato dalla guerra ora la trovo a casa La corsa al bunker con gli occhi bagnati in mattinata Ma poi nulla di fatto sembra si sia calmata È troppo bella per morire sta giornata Rit. Terni undici agosto del quarantatré Inferni in terra per persone come me e te Un istante, case che diventano tombe C’era il sole ma piovevano le bombe Sono storie così di quel mercoledi Vite diverse fra di loro intrecciate da chi Volle fermare in sol colpo la città dell’acciaio Ma anizichè sulla fabbrica mirò sull’operaio Il maglio davanti alla stazione le ricorda Quella che per Terni fu sia gloria che colpa Una città sconvolta che perse in un momento Milleduecento case su duemilacinquecento Impossibile parlare d’errore Dall’alto è ben visibile l’enorme capannone Terni scoprì per prima che quella liberazione Era solamente un cambio di padrone Rit. Terni undici agosto del quarantatré Inferni in terra per persone come me e te Un istante, case che diventano tombe C’era il sole ma piovevano le bombe.

CREDITS: AUDIO Prod. by Paco87 Recorded and Mastered by Dedo Lyrics by Dedo Follow me on https://allmylinks.com/edudedo Beat Prod. Paco87 YouTube: @pacone8787 VIDEO Directed by: Leonardo Fenici Color by: Maurizio Fenici Cast: Tommaso Calderigi, Benedetta Calderigi, Lorenzo Marcellini, Gaspare Paiella, Francesca Paiella, Alessandro Fenici Location: C.S.A. Germinal Cimarelli Leonardo Fenici Instagram: @elle.fnx Maurizio Fenici Instagram: @mauriziofenici.