Di Fabrizio Troccoli
Ci sono spettacoli nei quali è difficile capire dove finisca il concerto e dove cominci tutto ciò che lo circonda. È accaduto domenica 2 agosto a Scentinelle, sul valico di Castelluccio di Norcia, dove Sam Garrett si è esibito in versione acustica per il festival itinerante Suoni Controvento.
Davanti al pubblico, la voce, la chitarra e le sonorità intime e spirituali del cantautore inglese. Tutt’intorno, lo scenario sconfinato del Pian Grande e dei Monti Sibillini: un paesaggio talmente potente che si faceva fatica a distogliere lo sguardo.
Una colonna sonora perfetta, capace di accompagnare quella sensazione di immensità che solo Castelluccio riesce a restituire. Non un semplice sfondo, dunque, ma una parte viva dello spettacolo, in dialogo continuo con le melodie e con il pubblico.
Anche Garrett è apparso più volte estasiato da tanta bellezza. Ha osservato a lungo il paesaggio, quasi incredulo, lasciando trasparire lo stesso stupore degli spettatori. Come se anche per lui, abituato ai palchi e ai concerti in giro per il mondo, fosse difficile sottrarsi alla forza di quel panorama.
È proprio questa la dimensione più autentica di Suoni Controvento: non limitarsi a proporre musica, ma invitare a vivere un’esperienza. Raggiungere luoghi straordinari, attraversare la natura, rallentare e infine assistere a un concerto nel cuore di alcuni degli scenari più belli dell’Umbria.
A Castelluccio, per qualche ora, musica e paesaggio sono diventati un unico spettacolo. E forse la magia della serata è stata proprio questa: riuscire ad ascoltare Sam Garrett continuando, nello stesso momento, a perdersi con lo sguardo nella vastità dei Sibillini.




























