di Danilo Nardoni
Con la tradizionale festa di chiusura stagionale a ingresso gratuito che vedrà come ospite speciale Marcello Macchia, alias Maccio Capatonda, si chiuderà l’esperienza del FuoriPost 2018, la seconda edizione di cinema all’aperto del PostMod di Perugia. Ed è proprio il celebre attore, regista e comico abruzzese a ricordare con una intervista per Umbria24 che per lui ritornare a Perugia (qui infatti si è laureato) è sempre un piacere: perché la città è stata importante per la sua crescita e formazione, professionale e non solo. Poi, tra le altre cose, parla della sua nuova serie che presenterà nella piccola “arena” all’aperto appena fuori del cinema perugino, di cinema e di satira, sia quella di costume che lo caratterizza sia quella che ormai riempie il web, facendo però dei distinguo.
FuoriPost Da lunedì 23 luglio il PostModernissimo si sposta in piazzetta del Carmine per la seconda edizione del Festival estivo FuoriPost. Una rassegna dedicata al cinema italiano, che ogni sera proporrà una proiezione presentata dagli autori dell’opera e che si concluderà con un confronto con il pubblico. Anche per l’edizione 2018 la formula sarà la stessa adottata già lo scorso anno: ci saranno 80 posti a sedere, a pagamento con biglietto unico di 6,50 euro (escluso l’evento finale con Capatonda ad ingresso libero), offrendo la possibilità di vedere i film gratuitamente a tutti coloro che sceglieranno di occupare l’adiacente scalinata. Tutti gli incontri avranno inizio alle 21.30 e saranno coordinati da Simone Rossi. Il Festival vede l’importante supporto di Europa Cinemas e Mondovisioni (FuoriPost si è aperto infatti con un’anteprima dal 9 al 12 luglio, dedicata all’universo del cinema documentario in collaborazione con la rivista Internazionale) nonché il patrocinio del Comune di Perugia; la rassegna così, che ora entrerà nel vivo proponendo per sette sere un film imperdibile e un incontro indimenticabile, è organizzata dal PostModernissimo e in collaborazione con Stella Ristorante Vineria, Civico 25, Il Moderno Slow Ristorante, Hotel Ilgo, Hotel Fortuna e Birra Perugia.
Programma La serata di apertura sarà un omaggio a Ermanno Olmi, con il docente universitario e critico cinematografico Roy Menarini che presenterà il suo libro ‘Il discorso e lo sguardo’ prima della proiezione de ‘Il posto’. Martedì 24 il documentario ‘The choice, The risks of web democracy’ di Giorgio Viscardini e Gabriele Rossi, entrambi ospiti della serata; il 25 luglio Dario Albertini presenterà il suo ‘Manuel’, insieme al direttore della fotografia Giuseppe Maio; giovedì l’autore del documentario ‘Golpe capitale’, Francesco Cordio, sarà ospite al FuoriPost in una serata speciale promossa in collaborazione con il Circolo Libertà e Giustizia dell’Umbria; a Perugia venerdì 27 anche Davide Ferrario, con il suo ‘Cent’anni’; sabato in programma ‘See you in Texas’ di Vito Palmieri, anche lui presente alla proiezione. La chiusura di domenica 29 sarà nel nome della satira con uno dei più apprezzati personaggi comici degli ultimi anni, Maccio Capatonda. Il suo alter ego Marcello Macchia presenterà in anteprima a Perugia due puntate della nuova serie ‘The generi’. Gianfelice Spagnagatti, il personaggio protagonista della serie, è un uomo di 40 anni che vive la sua vita in cui ogni giorno sembra lo stesso degli altri. L’unica cosa che ha raggiunto è una specie di zona di comfort che non può lasciare. Un punto di svolta insperato nella sua vita lo porta a vivere ogni episodio della serie in un diverso mondo cinematografico, attraverso gli stereotipi dei generi (western, horror, fantasy, ecc…).
La serie è rivolta ad un pubblico di cosiddetti millennial, di nativi digitali, e per questo è studiata per Now Tv, l’internet tv di Sky, e messa pure su Sky On Demand. Al centro un assurdo e dissacrante viaggio nei generi cinematografici. Ci spieghi come nasce la serie e quali puntate saranno proiettate?
«La serie è stata pensata come un prodotto di punta di Now tv, rivolta quindi appunto ad un pubblico giovane e la prima ad essere messa On Demand. Ogni episodio affronta un genere diverso con cambio netto di costumi, scenografia e attori. Per questo è stato complesso scrivere e girare, con il personaggio centrale che si trova ogni volta coinvolto in un film diverso con il ruolo da protagonista. Ogni puntata ha una funzione importante e ogni genere affrontato è un modo per lui di sbloccarsi emotivamente e di eliminare le paure. Domenica a Perugia manderemo in onda l’episodio introduttivo, così da permettere al pubblico di entrare dentro il progetto, e poi la quinta puntata quella del genere Supereroi, molto riuscita, e che vede il protagonista alle prese con il cinema dei supereroi».
Ma veniamo a Perugia, città a cui sei molto legato. Qui hai fatto l’università e proprio in città, se non è sbagliato, hai iniziato a scrivere le prime cose e i primi sketch comici vero?
«Sicuramente Perugia, prima città in cui sono vissuto fuori di casa, è stata importante per la mia formazione ed è quella che mi ha permesso di porre le basi per quello che ho fatto dopo e che faccio oggi. Mi sono laureato all’Università per stranieri in tecniche pubblicitarie, università che mi ha permesso di fare un Erasmus con un progetto di videoproduzione e poi uno stage in una casa di produzione milanese. Insomma, tutta una serie di cose che mi hanno indirizzato per la mia professione attuale. I tanti amici che ancora ho a Perugia e la città, insomma, mi hanno invogliato e spinto a fare quello che mi piace fare. È dall’età di nove anni che per la verità in un certo senso scrivo, ma qui a Perugia ho sviluppato le mie idee. Nei locali del centro storico ad esempio giravano le cassette di finti doppiaggi di soap opera che facevo. Possiamo quindi dire che Perugia ha posto le basi, ben solide, della mia professione, sia nell’aspetto formativo e non solo».
Oltre che attore e regista, sei sicuramente uno dei più apprezzati comici degli ultimi anni. Quindi hai bene in mente immagino cosa sia per te la satira. Oggi questa gode di buona salute?
«Quello che faccio è satira di costume e non ho mai fatto satira politica. Detto questo, secondo me tutto quello che viene messo in discussione è giusto. Per quanto mi riguarda agisco sempre per rompere schemi e regole, dissacrando la lingua italiana e prendendo in giro i linguaggi per generare comicità. Attualmente trovo il web pieno di idee per fare comicità. Non so però se si può definire questa satira. Se infatti è modo per mettere in discussione la realtà è utile se, invece, è solo fine a se stessa, fatta solo per cazzeggiare, possiamo dire senza dubbio che c’è proprio un eccesso di cazzate online come i meme che vengono creati per qualsiasi cosa. La satira non deve essere solo fine a se stessa per farsi una risata e basta».
La rassegna FuoriPost è dedicata al cinema italiano. Come regista hai voluto affrontare anche il grande schermo. Rifarai qualcosa in futuro? Cosa ti piace del cinema italiano, cosa ne pensi in generale e in particolare in questa fase?
«Stanno nascendo autori interessanti ma ancora il cinema italiano direi che è in una fase di transizione. Ho fatto anche cinema in passato ma ho paura di rifarlo perché i giovani non vanno al cinema: in un certo senso lo hanno a casa e non è nella loro forma mentis come invece è nelle generazioni che li hanno preceduti. Vedo comunque basi per una rinascita e quindi mi auguro e spero allora in una nuova ondata di registi giovani, e quindi affini ai gusti dei loro coetanei e che quindi conoscono bene il loro linguaggio, ma anche, e qui ormai mi ci metto anche io visto che sono un quarantenne, registi che se pur di una certa età possano riuscire a comunicare con i più giovani».
