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di Marta Rosati

In una parola sola lo spettacolo è stato sbalorditivo, ma anche elettrizzante, esilarante e, nonostante l’imponente scenografia, sobrio; come ogni volta dimostra di essere Michele Salvemini, meglio noto come Caparezza.

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Caparezza in concerto a Spoleto Il suo cambiare mise durante il concerto non è altro che un modo per arricchire quello che canta, tutto è studiato nei minimi particolari come la squadra di ballerini e coriste e l’altra voce che fa da suo alter ego; la resa è eccezionale: «Voglio dare vita a ciò che scrivo, sono paranoico ed ossessivo, fino all’abiura di me». Caparezza diventa ogni volta quello che scrive, la sua profonda passione per ‘penna e calamaio’, in un suo brano è inchiostro che scorre al posto del sangue e la soddisfazione più grande è leggere, nelle sue espressioni e nei movimenti del corpo, il suo immenso divertimento quando canta.

Prisoner 709 Il concerto di Caparezza del 31 agosto a Spoleto, a cura di Acme produzioni è stato un inno alla libertà, tanto aspirata quanto impossibile da raggiungere; il cantautore Pugliese lo sa e non lo nega neppure ai suoi fans: il suo ultimo album è ‘Prisoner 709’. Caparezza gioca con la tendenza umana di ingabbiare se stessi fino a diventare persino schiavi delle proprie passioni. Dal palco, allestito sul manto verde dello stadio comunale di Spoleto, il cantautore non manca di omaggiare la sua amata Puglia e delizia come sempre con pillole di letteratura, persino religione passando per il Confusianesimo e arte: «Uno veramente libero – dice – fu Vincent Van Gogh».

PROSCIUTTO E TARTUFO PRIMA DEL CONCERTO DI PERUGIA

Fuori dal tunnel Dal palco di Spoleto, per il pubblico i maggiori successi: Filippo Argenti, Vengo dalla luna, Non me lo posso permettere e Fuori dal tunnel. Alla musica fanno da sfondo forme, luci e colori davvero sorprendenti. Caparezza esce una volta dall’oblò di una lavatrice alata, un’altra dal buco del temperamatite, naviga su barche di carta e vola a bordo di una gigantesca ramazza, per Goodbye malinconia passeggia su una ruota da criceto formato maxi e per stupire, sin dal primo minuto, mette in scena tanti manichini viventi da crash test e smisurati cavi Usb: «Solo accettando la finzione, noi ritroveremo l’umanità».

@martarosti28

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