La mostra a Palazzo Penna

di Danilo Nardoni

A letto dopo Carosello. Quante volte ce lo siamo sentiti dire o lo abbiamo sentito direttamente dai ricordi di chi era piccolo negli anni a cavallo tra i ‘50 e ‘70. È diventato anche un modo di dire perché il Carosello ha segnato indubbiamente un’epoca. Carosello che è quindi, inevitabilmente, la principale chiave di lettura per ripercorrere una parte significativa della storia della tv italiana, quella che va dal 1939 al 1977. Così, esattamente a 40 anni dalla cessazione della trasmissione, che coincide anche con l’arrivo del colore, e a 60 anni dalla prima messa in onda datata 3 febbraio 1957, venerdì 3 febbraio 2017 è stata inaugurata a Perugia, presso il Museo civico di Palazzo della Penna, la mostra ‘La Tv prima e dopo Carosello, 1939-1977’, a cura di Fabio Melelli e Luciano Zeetti. Un’esposizione voluta per ricordare e raccontare, col sorriso e un pizzico di nostalgia, come eravamo allora e come era allora l’Italia.

 TV PRIMA E DOPO CAROSELLO FOTOGALLERY

Come eravamo Demonizzata, esaltata, superata dalle nuove tecnologie, la Tv costituisce un pezzo della nostra storia recente e uno spaccato della società italiana e dei suoi cambiamenti. Carosello, dal 1957 al 1977, ha scandito le sere di adulti e bambini con animazioni e sketch pubblicitari che hanno saputo raccontare l’Italia di quegli anni restando nella memoria e nel linguaggio comune grazie a personaggi e testimonial d’eccezione. La mostra perugina sulla Tv prima e dopo Carosello, visitabile dal 4 febbraio al 9 aprile a Palazzo della Penna, esplora – con ambientazioni, filmati, oggetti d’arredo – lo spazio domestico e il design degli anni a cavallo tra il dopoguerra e gli anni ’70; anni in cui l’avvento della Tv ha modificato il concetto stesso di focolare familiare.

Evoluzione della tv Le sezioni in cui è suddivisa la mostra tracciano l’evoluzione della comunicazione televisiva attraverso una narrazione che vede la Tv trasformarsi da semplice elettrodomestico in un media capace di influenzare comportamenti, modelli culturali e sociali in un reciproco gioco di specchi in cui la televisione rifletteva la società e, nel contempo, la trasformava. «Mostra che può essere letta a più livelli, anche per capire come si è evoluta la società italiana» ha commentato nel corso dell’inaugurazione lo scrittore e critico cinematografico Melelli. In questa carrellata non poteva mancare uno spazio dedicato alla storia della Perugina e delle sue pubblicità che hanno proiettato Perugia, nell’immaginario collettivo e nel mondo, come la città del cioccolato.

Prima mostra su Carosello Quella allestita a Perugia è in assoluto è «la prima mostra in Italia a celebrare i sessant’anni di Carosello e quindi di valore nazionale». Lo ha sottolineato l’assessore alla cultura del Comune di Perugia Teresa Severini inaugurando l’esposizione e dopo aver ringraziato i curatori Melelli e Zeetti, «per una mostra, accolta con favore, che consentirà di fare un focus sulle abitudini degli italiani. E’ un modo, in sostanza, per capire quali cambiamenti ha apportato nel tempo la tv nelle case e come ella stessa è cambiata in termini di pubblicità e tanto altro». Nel contempo l’iniziativa segna l’ingresso ufficiale di Munus nella gestione di Palazzo della Penna in sostituzione di Sistema Museo che, come noto, ha deciso di non partecipare alla gara. Al nuovo concessionario “triennale” l’assessore Severini ha voluto dare il benvenuto.

Storici testimonial Il curatore della mostra Fabio Melelli ha ricordato che il percorso espositivo inizia nel 1939, durante l’età dell’Eiar, un’epoca in cui la televisione era accessibile a pochi. Si passa poi agli anni ’50 per arrivare quindi alla nascita di Carosello, con i suoi storici testimonial, come Calimero o Susanna tutta panna. «Un racconto di emozioni, perché Carosello era vero e proprio cinema» ha affermato Melelli. Il passo successivo è presto detto: gli anni ’70 epoca in cui la Tv è ad una svolta, grazie all’arrivo del colore ed alla definitiva chiusura (nel ’77) di Carosello. Un periodo in cui nascono anche le televisioni private, cui è dedicata nell’ambito della mostra una particolare attenzione. L’altro curatore della mostra, Luciano Zeetti, si è occupato con dovizia di particolari all’allestimento. «Un’impresa difficile – ha detto – perché la mostra si snoda lungo una strada costellata di centinaia di oggetti tra cui 15 televisori di ogni sorta e tipo. Un viaggio ideale lungo l’Italia della Tv, passando attraverso bar, negozi di elettrodomestici, spot e tanto altro».

Libro-catalogo La mostra, grazie ai contributi di Rai Teche, Misseri Studio Produzioni Cinetelevisive, Museo del Giocattolo di Perugia e l’Archivio storico Buitoni-Perugina, è documentata anche da un curatissimo libro-catalogo edito da Aguaplano, firmato da Melelli, che raccoglie schede storico-tematiche, documenti, immagini e una ricca sezione di interviste ai protagonisti di quegli anni, artigiani e geniali innovatori che hanno messo in scena una irripetibile rivoluzione pop.

Orari di apertura La mostra sarà aperta a febbraio e marzo da martedì a domenica dalle 10 alle 18, chiusa il lunedì. Ad aprile: da lunedì a domenica 10-19. Biglietti: intero 5 euro, ridotto A (oltre i 65 anni, gruppi, ecc.) 3 euro. Ridotto B (da 7 a 14 e scolaresche) 2 euro. Gratuito per bambini da 0 a 6 anni e per i titolari di card Perugia città museo.

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