I sindaci di Perugia e Orvieto firmano il protocollo d'intesa Spur-Città Etrusche
La firma del protocollo d'intesa tra Perugia e Orvieto

di Danilo Nardoni

Valorizzazione del patrimonio etrusco attraverso le sue città. Perugia e Orvieto si mettono alla guida di un progetto con l’intento di essere inclusi nella “tentative list italiana” dei siti da inserire nel Patrimonio dell’Unesco. I due Comuni hanno quindi sottoscritto il 24 gennaio a Perugia il protocollo d’intesa per ‘Spur-Città Etrusche’, con la candidatura che dovrà essere pronta entro i primi mesi del 2018. Le due città, infatti, hanno i requisiti necessari per essere inserite nel Patrimonio Unesco: Perugia per la sua cinta muraria e Orvieto per essere stata sede del santuario federale della Dodecapoli. Perugia ed Orvieto saranno così a fianco in questo percorso che partirà con uno studio preliminare per individuare le altre città da coinvolgere nel progetto. Tutto finalizzato alla candidatura unitaria ed orientato verso la valorizzazione di quelle città “uniche” in quanto sede di monumenti straordinari, nonché espressione dei valori della cultura etrusca.

Firma del protocollo La firma dell’atto tra il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, ed il sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani, si è tenuta nella sala Rossa di palazzo dei Priori alla presenza anche dei rispettivi assessori alla cultura, Maria Teresa Severini e Alessandra Cannistrà. Le due parti capofila del progetto, che coinvolge quindi anche altre città del Centro Italia, riconoscono quindi, come è sottolineato nel protocollo, che l’iniziativa «è volta a tutelare le testimonianze etrusche nel millenario processo storico dell’occidente, segnalandole attraverso il riconoscimento che offre l’Unesco con la sua dichiarazione di Patrimonio dell’Umanità». «Crediamo in questo progetto che ci accomuna con Orvieto – ha affermato il sindaco di Perugia Romizi – per puntare così ad un turismo che possa andare alla riscoperta di questo grandissimo patrimonio che abbiamo». Anche per Germani il progetto «serve a riscoprire la grande storia che abbiamo alle spalle e le nostre origini, ed arriva in un momento particolare per la vita della regione che deve rilanciarsi dopo il terremoto e per dire che non tutta l’Umbria è terremotata, ma che anzi, nelle nostre due città si può venire in tutta tranquillità». «La cinta muraria etrusca rappresenta un fine preciso da valorizzare – ha spiegato l’assessore Severini – e che ci permette, in maniera specifica per Perugia di porre l’accento sulla nostra storia, e di valorizzare, con questa candidatura, la ricchezza che abbiamo». Per l’assessore Cannistrà il protocollo rappresenta tra l’altro «un segnale di vivacità che la regione cerca di far arrivare all’esterno, permettendo di far conoscere ai tanti visitatori caratteristiche così peculiari delle due città».

Le tappe del processo Il processo, secondo quanto ricordato dall’assessore Severini, parte da lontano con la città di Perugia che già nel 2012 aveva stabilito, insieme alle città facenti parte della cosiddetta ‘Dodecapoli etrusca’ (composta dalle città che annualmente si riunivano nell’assemblea sacra presso il grande santuario di Volsinii tra Orvieto e Bolsena: Veio, Cerveteri, Tarquinia, Vulci, Chiusi, Perugia, Roselle , Vetulonia, Populonia , Volterra, Arezzo, Cortona, Fiesole), di avviare un progetto per il riconoscimento delle medesime quale Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Dopo un primo schema d’intesa tra i diversi Comuni aderenti all’iniziativa, il gruppo di lavoro, ed in particolare la direzione scientifica, a seguito di incontri tenutisi con i responsabili degli uffici del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, ha espresso la necessità di rivedere il progetto di candidatura, sviluppando il concetto di «città nel mondo etrusco» come unica nel suo genere e tipica dell’Italia centrale. “Spur” infatti vuol dire “città” in etrusco, ed in Italia, la città, concetto tipicamente greco, è stata “reinventata” dagli etruschi che ne hanno fatto un modello tipico ed originale, poi ripreso dalle civiltà successive. La tappa successiva è stata nel 2015, con il Comune di Perugia fautore del protocollo di adesione al progetto di candidatura unitaria per l’iscrizione delle ‘Città etrusche della Dodecapoli’ al Patrimonio dell’Unesco. Atto con cui l’amministrazione comunale perugina ha provveduto poi ad avviare una fase di studio preliminare per la redazione di un nuovo progetto, appunto ‘Spur-Città Etrusche’, con il coinvolgimento di altre città, tra cui anche Orvieto «che opererà ora di concerto con Perugia – ha detto il sindaco Germani – ai fini della candidatura a patrimonio dell’Unesco della nuova progettazione».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.