Mau Mau

Sono passati due anni da quando Giuseppe Scotto Di Carlo, meglio conosciuto come Scotto, ha calcato per l’ultima volta il palco dell’Urban Club di Perugia. Chi era presente il 15 Ottobre 2009 ricorderà sicuramente uno show infuocato dalla prima all’ultima nota, in cui lo “Scotto nazionale” non si risparmiò neanche per un minuto davanti ad un locale gremito in ogni angolo, in autentico delirio di fronte all’ex frontman dei Vanadium.

Nonostante sia passato così tanto tempo, la popolarità in continua ascesa del Signore del Rock “made in Italy” ha sempre tenuto alta la voglia fra i suoi fans umbri di rivederlo all’opera.

Perciò, Headbangers Hall, di fronte ad un’autentica acclamazione popolare, accontenta le volontà dei suoi tanti fedelissimi seguaci, riportando all’Urban l’eccentrico rocker meneghino, vero Signore assoluto del Rock duro in Italia!

Pino Scotto

Giovedì 10 novembre dunque Pino Scotto tornerà a Perugia a grande richiesta per una delle sue ultime date di supporto a BUENA SUERTE, il suo nuovo album di inediti che vede la partecipazione di ospiti illustri come Caparezza, The Fire e Kee Marcello (ex Europe) e da cui sono stati estratti i singoli “Gli Arbitri Ti Picchiano”, “Morta è la Città” e “Pino…Occhio”, tutti e tre di enorme successo. Un’ulteriore occasione per l’artista originario della Campania di trasmettere al pubblico la sua grande carica che, alla veneranda età di sessantadue anni, non conosce assolutamente cali! Ancora oggi infatti Pino Scotto è in grande forma e in grado di trascinare le folle anche meglio di tanti suoi giovani colleghi, sorretto da una voce ancora potente, precisa e graffiante. Sarà dunque una serata attesissima sia da chi segue Pino da sempre, sia da coloro che fino ad oggi ne hanno solo sentito parlare, sicuramente incuriositi dalle sue frequenti apparizioni televisive (Chiambretti Night, Database), che hanno definitivamente sdoganato il personaggio Pino Scotto dal pubblico rock e metal a quello di massa ed in cui il nostro non si risparmia di diffondere il suo verbo nel suo consueto stile, genuino e senza peli sulla lingua!

A dare il via alla serata, saranno gli Zombie Scars, potente quartetto umbro/toscano che nel proprio sound fonde il groove e le atmosfere del southern rock americano con le più granitiche e massicce sonorità del thrash metal. Elementi questi ultimi ben riscontrabili nel primo lavoro in studio del gruppo, SPIRITS, pubblicato nel mese di Ottobre ed i cui brani saranno riproposti di fronte al caldo pubblico dell’Urban.

Venerdì 11 novembre Friday I’m in rock è orgoglioso di presentare una delle date della tournè europea dei Crookes! Autori di un gradevole brit-pop, i Crookes hanno pubblicato lo scorso marzo il loro album d’esordio, ‘Chasing After Ghosts’, che contiene i due ottimi singoli ‘Backstreet Lovers’ e ‘Chorus Of Fools’.

Tutto ebbe inizio tra i banchi della facoltà di letteratura dell’Università di Sheffield, quando appena due anni fa tre giovani studenti inglesi provenienti da varie città del Regno Unito decisero di formare una band e di chiamarla The Crookes, prendendo ispirazione dal nome del quartiere studentesco di Sheffield nel quale abitavano.

Nel 2010 la band ha tenuto più di 150 concerti, esibendosi in ogni angolo del Regno Unito, accompagnati da due brevi tour in Olanda e Germania. Sempre nel marzo dello stesso anno la band ha effettuato 5 memorabili concerti live in soli 4 giorni al leggendario SXSW (South by South West) Festival ad Austin in Texas. Forti del successo ottenuto in tourneé, sul finire dell’anno The Crookes hanno pubblicato “Dreams of Another Day” contenente le hit “Backstreet Lovers” e “A Collier’s Wife”, brani eseguiti in una serie di performance acustiche per la BBC.

Al momento The Crookes sono nuovamente impegnati in un tour Europeo per proseguire la promozione del loro album di debutto “Chasing After Ghosts”, uscito lo scorso 21 marzo, album, registrato in appena sei settimane al Cottage Road Studios di Leeds, si compone di undici brani sospesi in equilibrio precario tra la crudeltà della vita quotidiana e la fuga attraverso l’immaginazione. Lo stesso titolo, “Chasing After Ghosts”, è stato scelto per riflettere su quello che la band descrive come “ i giorni, le settimane, i mesi e gli anni trascorsi che noi cerchiamo di recuperare, le persone che abbiamo perso ed erroneamente allontanato, la nostra preoccupazione che la gioventù e la bellezza non durino per sempre”.

Per essere il più vicino possible ai loro fans, George Waite (basso/voce), Daniel Hopewell (chitarra ritmica) e Russell Bates (percussioni), in arte The Crookes, hanno aperto un fanclub e un fanzine (fans magazine) chiamati “Bright Young Things” in cui si possono trovare citazioni tratte dai loro libri preferiti, disegni, testi di canzoni, appunti di viaggio, recensioni, foto.

A seguire dj set by Fab. & Fooly.

Sabato 12 novembre riaprono le porte del Gran Bazar dell’Urban. Sul palco uno dei principali gruppi folk rock italiani, formatosi nel 1991 a Torino. On stage i Mau Mau!!! La ventennale storia dei Mau Mau ha visto il gruppo piemontese espandersi senza limiti geografici o di stile. Partiti come formazione a due e giunti ad oggi come un gruppo in continua trasformazione, con all’attivo sette album, tour in ogni continente, e una musica di tutti i colori del mondo: patchanka, reggae, tropicalismo, musica africana e cantautorato. Già anticipato dal singolo Mare Nostrum, il prossimo anno uscirà il nuovo disco che celebrerà questo viaggio in corsa da 20 anni.

Il nome della band si basa sul nome del gruppo di liberazione del Kenia dalla colonizzazione inglese (i Mau-Mau appunto). Ma con questo termine si indicano nella lingua piemontese i meridionali o qualsiasi scuro di pelle che arrivava in Piemonte in cerca di lavoro.

Sono nati nel 1991 dalle ceneri dei Loschi Dezi, gruppo cult del circuito underground torinese; nell’ultimo album di questo gruppo, intitolato “Càbala”, erano già presenti alcune caratteristiche successivamente sviluppate nei Mau Mau (nel coro di un brano compare anche una giovanissima e sconosciuta Luciana Littizzetto).

L’iniziativa è nata da Luca Morino, Fabio Barovero e dal camerunense Tatè Bienvenu Nsongan. L’originalità della loro musica si può godere pienamente nelle esibizioni dal vivo, che sono state numerosissime in Italia e in Europa: hanno suonato in importanti e prestigiosi festival così come negli angoli più remoti e improbabili, sempre con la stessa voglia di portare per il mondo una musica assolutamente singolare.

Nel 1992 i Mau Mau pubblicano per la Vox Pop – Just for Fun il loro primo lavoro discografico intitolato Soma la macia (Siamo la macchia), un EP interamente in lingua piemontese. Nel novembre dello stesso anno pubblicano il primo album Sauta rabel, inciso per la Vox Pop e distribuito dalla Emi, con missaggi realizzati ai Real World Studios di Peter Gabriel a Bath. Mentre compongono la colonna sonora per il film “Nero” di Giancarlo Soldi, il loro primo album varca i confini nazionali ed è pubblicato in Svizzera e nei Paesi Bassi. Nell’estate parte un tour che tocca i principali festival, fra cui il “Palestine International Dance & Music Festival” e il “Festival Internazionale di Babilonia”, in Iraq. Quindi partecipano al Club Tenco dove Sauta Rabel è premiato come migliore opera prima.

Nell’aprile del 1994 esce il secondo album Bàss paradis, ancora una volta mixato ai Real World di Peter Gabriel e pubblicato e distribuito in molti paesi Europei ed in Giappone. Ne segue un tour che tocca più di cento città in Italia e in Europa. Nello stesso anno registrano con gli Africa Unite la canzone Ritmo Politico inserita nella musicassetta Forza Italia distribuita con la rivista Cuore.

Nell’estate del 1995 i Mau Mau aprono, davanti a settantamila persone, il concerto di Paolo Conte al Paleo Festival di Nyon. Nell’aprile del 1996 esce Viva Mamanera, registrato a Torino, Parigi e a Los Angeles con la collaborazione di Eric Sarafin, già ingegnere del suono nei dischi di Ben Harper e Spearhead. È un album di svolta per la presenza dirompente della chitarra elettrica in molti brani. Ed è anche un’opera di sperimentazione che contiene un divertente pezzo di pochi secondi registrato nella metropolitana di Parigi con Luca Morino che, munito di megafono, chiede un bacio in cambio di una suonata di violino. L’album ha un discreto successo anche oltre i confini nazionali e specialmente in Francia.

La crescita musicale della band continua con l’approfondimento della conoscenza della cultura araba. In seguito ad un lungo viaggio in Marocco, i Mau Mau realizzano eventi con artisti di differenti culture per promuovere l’integrazione tra il mondo occidentale ed il mondo orientale.

Nel marzo del 1997 nasce il progetto parallelo della “Banda Maulera”: un ensemble allargato con fiatisti e percussionisti. Nel marzo del 1998 esce con successo il quarto album Eldorado, che vede la partecipazione, fra gli altri, della banda dei “Meninos do Pelo” (i ragazzi di strada di Salvador de Bahia). Il successivo tour tocca le più importanti piazze italiane ed europee e comprende anche la partecipazione alla Feira das Mentiras, grande happening organizzato da Manu Chao a Santiago de Compostela in Galizia.

Terminato il tour, organizzano un piccolo festival di musica e cultura africana, il PiemontAfrique Festival (con un importante incontro sull’economia di sfruttamento del Terzo Mondo stretto dalla morsa del debito internazionale). Nel 2000 esce per Mescal il quinto album Safari Beach che registra la collaborazione di Sargento Garcia nella canzone Due Cuori.

Nel 2001 i Mau Mau festeggiano dieci anni di attività con un album doppio, Marasma General, dove si mescolano brani dal vivo, radio shows, registrazioni di strada, rumoraglia, due brani inediti e nuovi (Conga Milonga e Il mondo dall’alto) ed una versione in studio di Eldorado con gli Inti-Illimani.

Il 10 giugno dello stesso anno la band apre il Tora! Tora! Day a Rimini.

Dal 2002 Barovero e Morino iniziano a seguire strade differenti: Barovero scrive le colonne sonore per i film Dopo mezzanotte (assieme ai Banda Ionica, 2003) e Se devo essere sincera (2004) di Davide Ferrario, La febbre (2004) di Alessandro d’Alatri, Provincia meccanica (2005) di Stefano Mordini. Luca Morino pubblica nel 2004 per la Mescal l’album Mistic Turistic/Moleskine Ballads.

Tatè Nsongan in questo periodo suona con un altro gruppo torinese: Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo.

Dopo queste esperienze soliste il gruppo si riunisce nel 2004 per partecipare al Traffic Festival di Torino. È l’occasione per iniziare a pensare un nuovo lavoro insieme. Iniziano così due anni di attività tra Brasile, Torino e Salento che portano alla colonna sonora del film Sotto il sole nero di Enrico Verra e, soprattutto, a Dea pubblicato da Mescal nel 2006. L’album ripropone il caratteristico mix di ritmi brasileri conditi alla piemontese, con una svolta più elettronica rispetto ai precedenti. La canzone La casa brucia registra la partecipazione dei Sud Sound System.

Il 23 aprile dello stesso anno suonano davanti ad undicimila persone allo spettacolo Volumi all’idrogeno prodotto dai Subsonica con la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura del comune di Torino. Aprono la loro parte di serata con una speciale versione del Campeador de Vigna nel cui testo si intrecciano pagine dal Don Chisciotte della Mancia di Miguel Cervantes. Ne è seguito un tour estivo in Italia. Dall’edizione del 2006 di Terra Madre sono animatori degli eventi musicali legati alla manifestazione che coinvolgono bande provenienti da tutto il mondo.

Nel 2008 compongono Brillo di più, inno ufficiale dell’iniziativa M’illumino di meno della trasmissione radiofonica Caterpillar. Quindi collaborano con Teresa De Sio nella canzone Lasciatemi in pace.

Insieme a loro sul palco Officinabriganti One Man band, un sol uomo sul palco armato della sua chitarra e del blues che gli attraversa le vene!

Officinabriganti One Man Band, all’anagrafe Emanuele Righetti, presenta un repertorio di brani ripescati dal Country Blues primordiale del Delta (Robert Jonhson, Leadbelly, Son House, Muddy Wathers…), riproposti in chiave moderna con l’originale formula chitarra acustica e slide, voce, grancassa e charleston, suonati da lui contemporaneamente. L’uso coordinato di questi strumenti lo porta a cercare nuove forme espressive e a modificare, in virtù del groove, i vecchi e consolidati pattern ritmici; creando un sound dal sapore caldo ma acido e grintoso allo stesso tempo. Oltre alle influenze musicali già citate, Officinabriganti propone durante il suo spettacolo brani originali da lui composti cantati sia in inglese che in italiano,con influenze di musica popolare di varie provenienze, riscuotendo sempre un buon successo e interesse. L’idea in se nasce nell’estate 2009, ed è stato presentato all’edizione di “Trasimeno Blues 2009” al nome di Viabriganti one man band, da allora il progetto ha continuato suscitare interesse di pubblico. Oltre a locali cittadini e non, l’Officina” vanta pure esibizioni in strada, atmosfera pertanto congeniale; un progetto tale da essere impiegato in varie locations e situazioni. Emanuele Righetti, nato a Perugia, ha iniziato a suonare la chitarra come autodidatta ed ha in seguito intrapreso gli studi con il maestro Mirco Bonucci; ha suonato e collaborato con diversi gruppi fra cui: Francesco Romano Session Trio Project, Riverside Blues Duo, Perizooma, Meteoritmi. Con il suo stile personale ed originale, spinto dalla ricerca sonora e soprattutto ritmica, ha deciso di creare questo progetto tutto da solo che lo immerge in una dimensione a lui molto congeniale. Oltre al Trasimeno blues 2009, ha collaborato e partecipato alla notte bianca di Perugia 2006,e vanta pure partecipazioni come chitarrista al Tiferno Blues Festival 2007 e il Biella Festival 2008.

A seguire il circo di Milo che farà ballare il pubblico fino a mattina.

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