
di Dan. Bo.
Aspettando Santana e la sua rilettura di alcuni capolavori del rock che andrà in scena martedì sera, la notte dell’arena di lunedì, andata avanti fin quasi all’una, ha visto protagonista Brandford Marsalis prima in duo poi con quello che è ormai il suo quartetto stabile per finire con un duetto, a sorpresa, in compagnia di Stefano Di Battista. A seguire, sul palco del Santa Giuliana, l’European Jazz Ensemble in versione ottetto, ovvero la «scuola» di jazz più importante a livello continentale.
VIDEO: IL DUETTO A SORPRESA CON STEFANO DI BATTISTA
Più melancholy che mirth Il fratello maggiore della dinastia Marsalis, di sicuro rispetto al più famoso Wynton quello meno incline a restare nel solco della tradizione, ha aperto la serata dell’arena con il suo pianista Joey Calderazzo, vero punto di riferimento del quartetto. Tre i pezzi del mini set, tutti provenienti da Songs Of Mirth And Melancholy, l’ultimo disco dei due prodotto dalla Marsalis Music, la casa produttrice di Branford, libero così da ogni condizionamento di sorta nel produrre la musica che più gradisce. Tre ballads ricche di espressività e di intensità dove, volendo giocare con il titolo dell’album, c’è più malinconia che ilarità. Perfetta, visti i più di dieci anni di collaborazione, l’intesa con Calderazzo.
VIDEO: BRANFORD MARSALIS CON JOEY CALDERAZZO E IN QUARTETTO
VIDEO: SUL PALCO DELL’ARENA L’EUROJAZZ ENSEMBLE
Strepitoso Faulkner La serata, musicalmente, vira con l’ingresso sul palco degli altri due membri del quartetto, Eric Rives al contrabbasso e un semplicemente strepitoso Justin Faulkner alla batteria. E’ con questa formazione che Marsalis dà vita agli ultimi lavori registrati in quartetto e, forse, i momenti che spiegano molto dell’uomo Marsalis arrivano quando il sax tenore si fa da parte, scomparendo dal palco per lasciare spazio ad un torrenziale solo di Faulkner, giovanissimo talento alla batteria. Crescere gente come Faulkner e portare il jazz tra le giovani generazioni è infatti uno dei compiti che Marsalis svolge. Il sax di Marsalis appare e scompare dal palco tornando magari per brevi frasi. Il suo è un quartetto nel vero senso della parola, non un orpello o un semplice accompagnamento del leader. Per finire, bis con sorpesa visto l’ingresso sul palco di Stefano Di Battista che duetta con Marsalis sulle note di Sant Louis Blues.
