di Marta Rosati
Arriva sul palco col sorriso, dietro il baffo e sotto il cappello. Il suo fascino, se non avesse anche una brillantezza poetica, un’ironia sottile, una voce coinvolgente e un talento tutto romano, sarebbe concentrato in queste sue tre peculiarità. Alessandro Mannarino scalda la Conca nella prima notte di Terni On. Alla fine del concerto, quando il pubblico lascia la piazza, è impossibile non fare caso al rumore delle bottiglie che rotolano a terra urtate dai passi. C’è l’ordinanza antivetro, è vero, e i gestori dei locali la rispettano, ma l’illegalità purtroppo trova sempre il modo di attecchire e all’inciviltà è difficile porre fine.
Concerto Si chiama ‘Corde’ il tour che ha fatto tappa a Terni venerdì sera, le stesse corde che Mannarino fa vibrare sulla sua chitarra e nell’anima di chi lo ascolta. Ad aprire lo spettacolo Domenico Imperato mentre la folla attende il cantautore romano del quale Umbria 24 ha scoperto qualche piccolo segreto. In una Conca caldissima, come fosse ancora piena estate, una folla con le mani levate verso il cielo ha cantato insieme a lui, nel corso di uno spettacolo generoso. Già perché l’artista moro che manda particolarmente su di giri il pubblico femminile non si è affatto risparmiato.
Le canzoni Il concerto è cominciato sulle note di ‘Osso di seppia’ … «La sera poi è sparito nella nebbia, lasciando una lacrima di ghiaccio sopra ad una vecchia Bibbia, dopo il concerto del primo maggio». L’ultima immagine proposta da questi pochi versi del brano scelto come apertura, è un po’ come la proiezione di piazza San Giovanni a Roma su piazza Europa a Terni. L’atmosfera che Mannarino, da solo con la sua band, riesce a creare è proprio quella: si canta e si balla e si sorride per i suoi ritmi frizzanti, tutti rinnovati per il live e ancor più d’effetto, si gioisce per i suoi testi d’amore, di vino, di contrasto fra la carne e la spiritualità divina.
Serenata lacrimosa Tra i brani più apprezzati, uno di quelli che trasmette una carica eccezionale, tratto dal suo secondo album (Supersantos), ‘Serenata lacrimosa’. Un pezzo che suona chiaramente come una critica al moralismo cattolico e al simbolismo religioso. La piazza canta insieme a lui e sale la consapevolezza che ‘Manna’ non è più quello di ‘Me so ‘mbriacato’ e ‘Bar della rabbia’, che canta verso la fine della performance. Il suo successo è ormai andato oltre i confini delle due canzoni più famose, la gente lo apprezza e conosce tutti i testi. Il cantautore ‘pesca’ dal primo al terzo album per circa due ore ininterrottamente, amplificando il coinvolgimento del pubblico con un remix che spacca.
La serata Per gli organizzatori di Terni On quella di venerdì è stata una notte magica, come la Rumba di Mannarino: tra le file del pubblico, stimato oltre le 5 mila presenze, c’erano anche persone provenienti da fuori regione. Gli addetti ai lavori parlano di pullman arrivati da Toscana, Emilia Romagna, Marche: un successone e Mannarino se ne va dicendo «Ciao Terni, Grazie Terni, spero di tornare presto da queste parti». A macchiare lo straordinario colpo d’occhio quel gruppetto in un angolo della piazza a vendere illegalmente birra in bottiglia: un grosso contenitore bianco pieno di ghiaccio, dentro ‘le bionde’, trasportate a poco a poco da uno dei venditori abusivi in una borsa e le bottigliette dell’acqua.
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