Dal Flauto magico di Mozart al Guglielmo Tell di Rossini, passando per la Danza Macabra di Saint-Saëns, quella Slava di Dvorak, il Nabucco, una Suite italiana che attacca con l’omonima sinfonia di Mendelssohn e l’Adagietto dalla quinta sinfonia di Mahler. Tutto passato in rassegna dalla Premiata Forneria Marconi nel loro Pfm in classic, disco con cui la storica band si mette in gioco e raccoglie una sfida non poco difficile: reinterpretare la musica classica partendo dal progressive. Per presentare il disco la band sarà a Perugia giovedì 31, alle 18, alla libreria Feltrinelli di corso Vannucci.
Un disco doppio, un vinile triplo Un disco doppio, che è anche un vinile triplo, per «tornare alla grande madre» dove la band e l’orchestra suonano nel rispetto delle reciproche diversità. L’esecuzione dei brani del nuovo disco si avvale di una riduzione della partitura originale, con inserimenti di musica creata ad hoc dalla Pfm, per una lettura trasversale e sperimentale del brano scritto dai grandi compositori e innervata da arrangiamenti inediti proposti dalla band. Gli arrangiamenti non seguono uno schema fisso. La scelta di brani di autori così diversi tra loro (Mozart, Verdi, Saint Saens, Prokofiev, Rossini, Dvorak, ecc.) ha permesso alla band di lavorare su una ampia gamma di possibilità espressive, di usare più linguaggi popolari con spazi dominati dall’orchestra e dalle fughe strumentali, ma con molti momenti di insieme.
Il progetto La svolta per il progetto avvenne vicino a Roncole di Busseto, con l’esecuzione dell’Ouverture del Nabucco di Verdi con un quartetto d’archi. Quella rilettura, ricca di sfumature blues, accese l’entusiasmo del pubblico verdiano, tanto che, finita l’esecuzione, volle riascoltarla immediatamente una seconda volta. Il progetto Pfm e orchestra, uniti in un intreccio sonoro senza barriere, è un esperimento che favorisce l’incontro tra generazioni e permette di godere dell’abbraccio tra due mondi distinti ma non distanti. Un progetto unico che riafferma come tutta la musica sia gioia assoluta. Basta essere pronti ad ascoltarla da punti di vista diversi, senza pregiudizi.
