di Chiara Borgarelli
C’è sicuramente lo zampino delle fate buone che abitano ancora oggi gli Appennini, luogo indiscusso di magia ed incanto. E’ certamente opera della Sibilla e delle sue eleganti ancelle se il pubblico presente domenica mattina sulla piana fiorita di Castelluccio di Norcia ha avuto il privilegio di assistere a uno spettacolo unico nel suo genere: il maestro Uto Ughi in qualità di direttore e solista dell’orchestra I Filarmonici di Roma impegnato in un concerto gratuito “en plein air”.
Evento incerto sino al giorno stesso Il temporale estivo che ha battuto l’area di Castelluccio per l’intera giornata di sabato con pioggia a raffica e forte vento aveva in effetti messo in discussione la fattibilità dell’evento. Le prove del concerto si sono comunque tenute il sabato pomeriggio, presso il teatro di Norcia, alla presenza di un piccolo gruppo di turisti viterbesi, che per puro caso si sono trovati dalla platea a condividere con il maestro e la sua orchestra un momento suggestivo, intimo, familiare ed al contempo divertente.
Tuona e fulmina il Ciel e grandinoso tronca il capo alle Spiche ed a grani alteri Come preludio d’“Estate”, uno dei quattro sonetti di Vivaldi che compongono “Le quattro stagioni”, concerto con il quale il Maestro è entrato in scena, la furia del temporale estivo ha lasciato l’indomani spazio ad una giornata di sole limpido, ma fresca e godibile. Il folto pubblico proveniente da tutta Italia ha potuto così godere della piana di Castelluccio in pieno vigore di fioritura estiva, spettacolo naturale di rara bellezza.
En plain air Il palco posizionato in modo strategico. Al centro della piana fiorita, con alle spalle la “foresta d’Italia”, il bosco di pini che si erge al cospetto del Monte Vettore disegnando il profilo della penisola, isole comprese. Di fronte la Forca di Presta dalla quale, per tutta la giornata, si sono lanciati in volo deltaplani e parapendii colorati che hanno contribuito a diffondere sul Pian Grande un’atmosfera mistica e giocosa.
Ambiente da raduno rock Dopo aver occupato la platea di posti a sedere, il folto pubblico ha utilizzato il prato antistante il palco per distendere stuoini ed organizzare improvvisati bivacchi con tanto di parasole multicolori e copricapi di carta di giornale, contribuendo a creare un ambiente tipicamente da grande raduno rock piuttosto che da concerto classico. Ciò nonostante la folla ha seguito in un’atmosfera rilassata ma estremamente attenta le melodie e le illustrazioni che Uto Ughi elargiva dal palco introducendo le singole sonate. Lo stesso celebre violinista, avvezzo a ben più classiche situazioni, appariva piacevolmente sorpreso dall’insolita location nonostante non siano mancati divertenti imprevisti come il volar via dal leggìo del maestro degli spartiti ad un colpo di vento.
Il progetto “Omaggio all’Umbria”. Il concerto rientrava nell’ambito del Festival “Assisi nel Mondo” e, più in particolare, del progetto “Omaggio all’Umbria” di cui lo stesso Uto Ughi è principale ispiratore e consulente artistico e Mauro Masi, attuale segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri Italiano, presidente onorario. Lo stesso progetto, “Omaggio all’Umbria” aveva portato qualche anno fà lo stesso Ughi a dirigere la medesima orchestra alla Carnegie Hall di New York.
Insomma, melodie classiche in ambiente selvaggio: un esperimento di gran successo di cui il pubblico auspica a gran voce una prossima ripetizione.


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