di Enrica Ciuffini
Bramano libertà le blue notes di Ivan Neville, un sound travolgente intriso dello spirito di New Orleans. Una miscela esplosiva di soul, rock e funk che impervia nell’atmosfera dell’oscurità della notte, in cui scorrono rivoli sonori con un forte senso di intensità, sincerità e convinzione in una armonia che si fonde nelle storie di vita di tutti i giorni, nelle sue sfumature di gioia e di dolore, dei racconti musicali dei primi bluesmen.
Ivan Neville, un predestinato del blues, polistrumentista, cantante e compositore di New Orleans, proveniente da una famiglia di musicisti, il padre e i suoi zii fecero parte dei Neville Brothers, che ha collaborato durante la sua carriera con artisti di grande spessore come Rolling Stones, Keith Richards & the Xpensive Winos, Spin Doctors e Robbie Robertson, si è esibito martedì sera al Parco ‘Il Sodo’ di Tuoro sul Trasimeno per Trasimeno Blues.
Dumpstaphunk Band, prende il nome da una canzone scritta da Ivan ed in cui suona suo cugino Ian Neville, che nasce inizialmente solo per un gig al “New Orleans Jazz and Heritage Festival” e oggi è considerata la più popolare esportazione musicale di New Orleans. Eroi di strada che percorrono un sentiero musicale prorompente, brulicante di passione, in cui i suoni mimano emozioni libere e sottilmente inquietanti, dove si indossano mille maschere per esprimere una cascata di figure ritmiche accompagnate dal pausato suono dei piedi, in cui più culture si fondono insieme e creano immagini lontane nello spazio e nel tempo.
Un pubblico sconvolto da una leggenda, una chimera, un sogno, i simboli che incarnano le forme e i movimenti di questa serata, rivisitati e rinvigoriti dalla potenza acustica della band, che sublima la tentazione di continuare a rievocare nelle influenze sociali un’inesorabile cammino in cui questo genere musicale viene interpretato come espressione di una cultura alternativa, volta ad affermare il superamento delle estremità di realtà relegate al ruolo di custodi del vuoto.


caro ivano
sono stato a vedere la band il 29 a sestri levantea a parte lo scarno pubblico (50) sono rimasto molto colpito dalla potenza musicale unita al fascino del backroun della liisiana.tornato a casa ho cercato piu dettagli su questa interessante band e con mia sorgresa senza trovarne alcuna tranne la tua.
volevo esprimerti i miei sinceri cpmplimenti per come hai affrontato la recensione …non so cosa tu faccia nella vita..ma sarebbe un peccato che il tuo commento fosse casuale viste l’altissima sensibilita e competenza espresse.bravissimo.thor genova
Molte grazie, ma non voglio prendermi meriti che non sono miei: la recensione è di Enrica Ciuffini, nostra collaboratrice. Quindi il merito va tutto a lei.
Un saluto
Ivano
ho visto solo dopo che il commento era di enrica..bravo lo stesso …ti prego inolttare i miei complimenti anche a lei…w la musica d’autore…