di Enrica Ciuffini
L’ombra torbida dei suoni psichedelici di The Soul Sailor ha preso forma sabato sera al Combo. Una formazione intima, The Soul Sailor and The (one) Fucker, due chitarre graffianti per un rock psichedelico, chiaramente influenzato dai tardi ’60, che si è trasformato in un art rock con evocazioni blues e folk. Un percorso cantautorale legato a sonorità retrò, ai limiti del plagio e del talento.
Il duo propone brani tratti dagli ultimi lavori di The Soul Sailor, la grinta dei suoni elettrici che si alterna a momenti acustici più riflessivi. Il ‘Marinaio’ totalmente sedotto dai ’60, che si ispira nei suoi progetti musicali alle sue attitudini ‘ribelli’ e ai suoi ritmi frenetici, arricchisce l’esecuzione con armonie vocali, tra fusione ed ibridazione.
Introspezione, gioco di ricerca e di amalgama sonoro, rendono chiare le ambiziose coordinate stilistiche e musicali di The Soul Sailor, che crea un mosaico apparentemente incongruente, fortemente dominato dal blues e dal folk, da cui può emergere di tutto.
Presentano i titoli dei pezzi che eseguono, brani che parlano di morte, pagliacci, dio, bicchieri e amore infinito, ma è il loro affiatamento che affascina un pubblico partecipe e incuriosito dai due giovani musicisti, che non smettono mai di stupire con la loro interpretazione disincantata e decisa.
Per The Soul Sailor la vita è meravigliosa e suona quello che gli piace ma lui non è nulla di nuovo. I suoni elettronici distorti e inusuali esprimono l’incarnazione dell’insolito, la liberazione sensoriale, il movimento di pensiero. Un flash che riparte dalla baia di San Francisco del lontano 1965 fino alla consacrazione internazionale del festival di Woodstock del 1969. La rivelazione dell’anima passa attraverso la metamorfosi della percezione, di livelli profondi e altrimenti nascosti della psiche.
L’anima, il cuore e la mente di The Soul Sailor creano un equilibrio instabile, in cui si afferma un nuovo sentimento, una sintesi dei possibili connotati umani che si inseriscono all’interno di una narrazione musicale estroversa e contorta. Perfettamente in sintonia con il sentire del suo pubblico che si scioglie in applausi e abbracci alla fine della serata.

