
di Enrica Ciuffini
E’ il Jazz Manouche che ha conquistato il pubblico del Combo venerdì sera. Un genere particolare e raffinato, in cui si fondono la sonorità e la creatività espressiva dello swing degli anni ’30 con il filone musicale del valse musette francese ed il virtuosismo eclettico tzigano. Uno stile musicale melodico cadenzato che genera un sound che amalgama un approccio più sanguigno e uno più riflessivo.
Il Trio Manouche, un trio d’autore, composto da Dario Napoli con Nicola Menci e Nicola Ferri, che traendo ispirazione dall’esperienza artistica del chitarrista gipsy franco-belga Django Reinhardt e l’icona del bebop Charlie Parker, ha coniugato la tradizione musicale zingara dei Manouches e il Bebop degli anni’50.
Il chitarrista Dario Napoli, leader del trio, artista versatile e talento poliedrico, dopo aver studiato e suonato tra New Orleans, Dallas e Chigaco, rendendo omaggio a due leggende della musica come Django Reinhardt e Charlie Parker, ha presentato lo scorso gennaio il disco Gipsy Bop, tenendo il primo concerto, presso il teatro Signorelli di Cortona, il 16 marzo.
L’esibizione del trio è stata appassionata, con modi semplici e spontanei hanno saputo coinvolgere il pubblico, che ha partecipato con interesse all’ascolto di questo tipo di musica. In due ore di concerto, il trio ha interpretato con spirito gitano diversi brani – quasi tutti tratti da Gypsy Bop – come Hungaria, J’Attendrai, Mondello Beach, ma non sono mancate personali rivisitazioni di classici come Caravan di Duke Ellington.
Tra un pezzo e l’altro, era viva la complicità di un trio musicalmente solido e affiatato che si è dilettato in atteggiamenti scherzosi e ironia pungente, interagendo con un pubblico affascinato da tanto sincero entusiasmo di suonare e di divertire chi li segue.
L’allegria della carica ritmica musicale di questo genere, che ha caratterizzato l’atmosfera per tutta la serata, si è sciolta in applausi e abbracci dopo l’ultimo brano, mentre il suo animo gitano, lentamente evaporava nella notte.
