di Angela Giorgi
Sono passati più di trent’anni da quel primo concerto ufficiale il 6 dicembre 1980: i Litfiba si raccontano lunedì alle 17 con un’intervista in diretta ai microfoni di Radio Subasio, nelle parole della coppia artistica che rappresenta da sempre l’anima della band, Piero Pelù e Ghigo Renzulli.
Trent’anni di rock Nati e cresciuti musicalmente in grembo all’eccezionale scena post-punk e new wave italiana, sin dalla scelta del nome i Litfiba vollero rivendicare l’appartenenza territoriale: LIT (L’Italia), FI (Firenze), BA (Via de’ Bardi). Dopo gli esordi, dominati da sonorità dark evocative e spiccatamente esterofile, hanno saputo mantenere per oltre un trentennio la voglia di fare rock e la capacità di proporsi con una carica dissacrante e travolgente senza tempo.
Ritorno sulle scene Nonostante la lunga storia di inserimenti, abbandoni e scioglimenti, i Litfiba incontrano oggi Radio Subasio presentandosi con la coppia storica Pelù-Renzulli. Il pubblico della popolarissima emittente potrà ascoltare tutti i dettagli sul nuovo album di inediti della band, intitolato ‘Eutòpia’, pubblicato a quattro anni di distanza dal precedente lavoro ‘Grande Nazione’. Un ritorno sulle scene in grande stile, approdato direttamente alla sua uscita in top 3 nella classifica dei dischi più venduti in Italia e in testa anche alle vendite dei dischi in vinile. Definito dalla stessa band «puro rock all’ennesima potenza» e anticipato dal singolo ‘L’Impossibile’, in dieci tracce ‘Eutòpia’ attraversa l’attualità, spaziando dall’inquinamento al fondamentalismo religioso, dalle vittime della ‘Ndrangheta ai nuovi media. Il come-back dei Litfiba non poteva trascurare la dimensione live, da sempre territorio ideale per la band: il tour prevede quattro date, dal 29 marzo al 7 aprile, a Padova, Milano, Roma e Firenze.
Pelù contro la matita copiativa Nella giornata referendaria di domenica 4 dicembre, Piero Pelù è stato anche protagonista di un episodio rimbalzato sui social che, dalla polemica politica, ha sfiorato poi il comico. Tra i più convinti sostenitori del No al referendum costituzionale, il cantante ha denunciato in un post Facebook il fatto che la matita per il voto non fosse indelebile. Prima di votare, Pelù avrebbe testato la matita provando a cancellare il segno, non sapendo però che la matita copiativa non funziona come le altre: il tratto può essere rimosso ma, per la particolare composizione della matita, rimane comunque visibile. Nessun complotto, quindi, ma sicuramente un risultato mediatico notevole.
