di Dan. Nar.
Dal 25 al 28 maggio scorsi sono stati tanti gli eventi ispirati alla millenaria tradizione della lavorazione del vetro. Ma il primo Festival del vetro di Piegaro non è stato solo questo. Il mondo del vetro e del cristallo in Italia, dal cuore dell’Umbria, ha infatti rialzato la testa. E lo ha fatto quindi da Piegaro, borgo che ha ospitato questo originale e suggestivo evento. Ed è stata proprio questa l’occasione per presentare il progetto della Rete dei musei del vetro e del cristallo, un patto, in corso di definizione, tra i principali presidi museali dedicati a questo materiale, finalizzato a ridare forza e vigore alla prestigiosa tradizione italiana della lavorazione del vetro. Il Museo di Piegaro unisce dunque le sue alle forze di Altare (Sv), Colle Val d’Elsa (Si), Empoli (Fi), Gambassi Terme (Fi) e Venezia, nel nome della qualità e della sapienza artigianale che da sempre è legata a vetro e cristallo.
Per un brand del vetro italiano Le intenzioni dei promotori della rete, come dichiarato nell’incontro di sabato 27 maggio nella Sala delle Volte del Museo di Piegaro, sono quelle «di compiere un percorso collettivo di valorizzazione al fine di migliorare la riconoscibilità della storia e della produzione italiana del vetro e del cristallo presso un pubblico nazionale e internazionale». «Si vuole operare – è stato detto – non solo per conservare la memoria, ma anche per attrarre interesse verso il settore. Il problema è che non esiste il brand del vetro italiano». Ma dall’incontro di Piegaro i partner del progetto tornano a casa con una marcia in più. La scelta del Gal Trasimeno-Orvietano, come rivelato dal direttore Francesca Caproni, di appoggiare anche dal punto di vista finanziario la rete, stimolando in questa direzione anche gli altri Gal di riferimento. «Da domani – sono state le sue parole – ci possiamo mettere in contatto con gli altri partner per lavorare ad un progetto europeo. Sarebbe bello ritrovarsi qui tra un anno a presentare un piano concreto della rete». Entusiasti del sostegno del Gal si sono detti i rappresentanti dei diversi musei, tra cui il sindaco di Piegaro Roberto Ferricelli, convinto che la futura rete non possa fare altro che arricchire e potenziare quanto si sta già facendo in questo settore.
Mastri vetrai italiani e stranieri Il primo Festival del vetro ha portato nel piccolo borgo umbro i più affermati artisti e artigiani del vetro italiani e stranieri. Sono arrivati da Usa, Argentina, Romania e Spagna. E ancora, per quanto riguarda l’Italia, da Veneto, Puglia, Liguria, Toscana, Trentino, Marche e Lazio. I più grandi mastri vetrai italiani e non solo nei giorni scorsi a Piegaro hanno dato vita alla kermesse lunga quattro giorni in cui la Valnestore ha riscoperto il suo antico e mai sciolto legame con questa millenaria tradizione artigianale e al contempo gli artisti e le città che oggi la custodiscono hanno potuto “contaminarsi” e allacciare nuovi legami. Per quattro giorni il centro della Valnestore è stato animato da eventi uniti dal fil rouge del vetro in tutte le sue declinazioni. Seminari, corsi, laboratori per bambini e workshop sulle diverse tecniche di lavorazione del vetro (vetrofusione, lavorazione a lume, incisione a tornio, pasta di vetro, pittura a grisaille, soffiatura alla fornace). Per tutto il periodo i mastri vetrai hanno dato spettacolo, mostrando al pubblico la bellezza e il fascino della lavorazione di questo materiale.
