Dopo aver attraversato nello scorso fine settimana le città di Spoleto, Campello sul Clitunno e Perugia, trasformando teatri, spazi culturali e luoghi del territorio in una scena diffusa per le arti performative contemporanee, ora “Factory Fest” prosegue con la sua sesta edizione e per il gran finale anche a Foligno e Spello con eventi in programma da giovedì 8 a domenica 11 ottobre.
La Festa delle arti performative, con l’edizione 2026 dal titolo Fuori di sé, vuole ancora invitare a spostare il proprio punto di osservazione e a uscire dal centro dell’io per confrontarsi con ciò che sta fuori: l’ambiente, gli altri corpi, la comunità, la storia, il conflitto, il suono. Una postura che attraversa un programma in cui, anche in questa seconda tappa, teatro, danza, musica, performance, installazioni, cinema, radio e formazione si incontrano e si contaminano.
Si inizia da Foligno giovedì 8 ottobre con Danza Insieme: Parade – Un atto di presenza di Lucia Guarino, Teresa Rospetti ed Emma Tramontana (ore 17, Piazza della Repubblica). Si esce dal sé anche nella più semplice e radicale forma dello stare insieme. Accade nelle azioni del gruppo informale Danza Insieme, guidato da Guarino, dove il gesto individuale entra in una pratica condivisa; accade quando la relazione tra chi agisce e chi guarda smette di essere soltanto frontale e diventa presenza comune. È qui che prende forma la festa delle arti performative: non una cornice intorno agli spettacoli, ma un atto collettivo, uno spazio temporaneo in cui corpi, voci, ritmi e presenze possono incontrarsi e modificarsi reciprocamente. A seguire in Dedica di Sara Sguotti è lo spazio stesso a intervenire sul gesto e sulla partitura, in un lavoro che si costruisce nell’incontro con ciò che accade intorno e in collaborazione con il Teatro Stabile dell’Umbria (ore 18.30, Palazzo Candiotti). Tra musica e ricerca sonora, Hiraeth di Antonina Nowacka e Sofie Birch sarà presentato in prima nazionale, con le voci del duo ad aprire nuovi paesaggi sonori (ore 21.30, Oratorio del Crocifisso).
La serata di venerdì 9 ottobre inizia sempre a Foligno con Non una voce di Ultimi Fuochi, performance per quattro spettatori alla volta che, in dialogo con Dissipatio H.G. di Guido Morselli, porta all’estremo la sottrazione dell’altro: un mondo quasi svuotato della presenza umana, nel quale la possibilità stessa della relazione sembra essersi dissolta. Quando non resta più nessun altro, anche uscire dal sé diventa impossibile. È forse proprio da questa soglia che il programma cambia movimento. Uscire dal sé non significa più soltanto esporsi a ciò che ci circonda, ma sospendere per un momento l’io come misura dominante dell’esperienza, lasciarsi attraversare da corpi, voci, ritmi e suoni (ore 19, 20.30 e 22, Spazio pubblico, posti limitati, prenotazione obbligatoria).
Parentesi poi a Spello con Alla linea, tratto da Joseph Ponthus, con Tripee che porta sulla scena la ripetizione alienante della fabbrica e un corpo sottoposto al tempo della produzione. Perché “uscire da sé” significa anche incontrare il mondo che abbiamo prodotto. Un mondo attraversato da catastrofi, violenze, disuguaglianze, sfruttamento dei corpi e della terra; un fuori che entra dentro le vite, le modifica, le consuma (ore 20.30, Teatro Subasio)
Si ritorna poi a Foligno con il corpo che scompare dentro al suono. La ricerca di Lino Capra Vaccina e Mai Mai Mai attraversa una materia acustica e rituale in cui memoria, folklore e sperimentazione si contaminano (ore 22, Oratorio del Crocifisso).
Si passa poi al ricco programma sempre a Foligno di sabato 10 ottobre. Con l’installazione sonora La svastica sul sole Experience, lacasadargilla costruisce una realtà alternativa nella quale gli esiti della Seconda guerra mondiale sono invertiti, facendo vacillare il confine tra storia, distopia e possibilità del presente (ore 11 e 15, Palazzo Candiotti). Per la seconda volta ci sarà ancora spazio per Danza Insieme: Parade – Un atto di presenza di Lucia Guarino, Teresa Rospetti ed Emma Tramontana (ore 17.30, Palazzo Candiotti). Come anche per Non una voce di Ultimi Fuochi, performance per quattro spettatori alla volta (ore 18.30, 19.30 e 20.30, Spazio pubblico, posti limitati, prenotazione obbligatoria). In Lori, al suo debutto in forma di studio a Factory Fest, Nicoletta Nobile / Drama Teatro attraversa parola, memoria e performance, lasciando che il racconto privato assuma una forma nuova davanti a chi ascolta (ore 19, Ex ZUT / Nuovo Cinema Vittoria). Due di Notte di Pennacchia/Serrani concentra invece tutto nello spazio fragile della relazione e nel tentativo di dirsi ciò che resta prima che il tempo finisca (ore 21, Ex ZUT / Nuovo Cinema Vittoria).Spazio poi al suono con Alfio Antico, Lorenzo Urciullo (Colapesce) e Mario Conte che tornano insieme in una performance dal vivo che celebra i dieci anni dall’uscita di Antico, l’album che ha unito le loro visioni artistiche: un progetto speciale che riporta il suono a una dimensione primitiva, ancestrale e magica (ore 22, Auditorium San Domenico).
Gran finale ancora a Foligno per domenica 11 ottobre con la presentazione dell’ultimo numero della rivista La Falena, con Rodolfo Sacchettini e Altre Velocità per aprire infine uno spazio alla critica e alla possibilità di osservare e restituire attraverso la parola ciò che accade (ore 10, Palazzo Candiotti). Intorno agli spettacoli, Factory Fest costruisce altri dispositivi di ascolto, formazione e restituzione. Upside Down #5 di Silvio Impegnoso (con Lisa Tonelli, Impegnoso cura inoltre Il Lampadario, percorso di educazione alla visione rivolto agli adolescenti) assume la forma instabile di un talk imperfetto e di una performance radiofonica con Radio IF (ore 11, Palazzo Candiotti). Dopo il Brunch a cura di Natura Sì e Moretti Omero (ore 13, Palazzo Candiotti), la programmazione riprende con Enrico Malatesta plays Éliane Radigue’s Occam XXVI: l’ascolto si concentra sulla propagazione del suono con risonanze, armonici, ipertoni e suoni fantasma che emergono e si trasformano nello spazio (ore 16, Palazzo Candiotti). Ancora ricerca coreografica in Verso la specie di Claudia Castellucci / Compagnia Mòra produzione Societas: la danza torna verso un impulso originario, osservando ritmi umani, animali, vegetali e minerali e facendo emergere la singolarità del corpo dentro un movimento comune (ore 17, Chiostro San Giacomo). Torna ancora Non una voce di Ultimi Fuochi, performance per quattro spettatori alla volta (ore 18.30, 19.30 e 20.30, Spazio pubblico, posti limitati, prenotazione obbligatoria).
Il finale è a Spello con Arlecchino di Zaches Teatro, per un teatro in rovina a restituire l’immagine di un mondo che cade a pezzi, ma nel quale continua a muoversi una forza ostinata e vitale (ore 20.30, Teatro Subasio).
Factory Fest – Festa delle arti performative è a cura di Gestioni Cinematografiche e Teatrali in collaborazione con La MaMa Umbria International, con la direzione artistica di Elisabetta ed Emiliano Pergolari. Il progetto è realizzato con il patrocinio e il sostegno del Ministero della Cultura, Regione Umbria, Comune di Foligno, Comune di Spoleto, Comune di Campello, Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. In collaborazione con Teatro Stabile dell’Umbria, CURA, Fontemaggiore, CoopCulture, Holydays Festival, Palazzo Collicola, Teatro San Carlo, Coop. DENSA, Occhisulmondo, E-Production srl, Nerval Teatro, Caritas/Arca del Mediterraneo.
Programma completo su factoryfest.it/2026-programma/
